Scritto ieri:

L'unica capace di giudicare è la parte in causa, ma essa, come tale, non può giudicare. Perciò nel mondo non esiste una vera possibilità di giudizio, ma solo il suo riflesso.

Franz Kafka

Ago 03
quello che la bambina deve sapere

di roberta


ho i piedi a mollo nell'accqua vicino a Cristina, la raggiungo nuotando dagli scogli del mio Hotel, lei è meno brava nel nuoto, le nostre madri appartengono allo stesso ambiente, questo basta, non si parlano ma se io dico, vado da Cristina, mia madre muove la testa dal telo sul cemento in senso affermativo. Io veramente non sono amica di Cristina, più che altro vado via dagli scogli cementati del mio Hotel, dallo sguardo di altri e faccio questa memorabile traversata nuotatoria di 10 minuti, ho 12 anni come l'altra o giù di lì, non glielo chiedo perchè non me ne frega niente, sono a guardare le mie dita, i riflessi dell'acqua, il verde grigio dello sfondo, sento il caldo sulle spalle, mi lecco le labbra salate, sto da dio. Ma l'incantesimo finisce.. -ti ha parlato tua mamma..la mia si -certo..di che? -se non ti ha parlato non ti dico niente brutta stronza cretina allora sta zitta -ma si mi ha parlato a te cosa ha detto? - quello che succede alle bambine, alle donne cioè e succederà a noi.. ho voglia di ricacciarmi in acqua -si certo -ci verrà del sangue .. che cazzo dice -del sangue, segno che possiamo essere mamme, ogni mese, perdiamo del sangue ma ti verrrà a te -mamme e come? -non te l'ha detto? - si ma dimmi tu come ha detto la tua -dunque l'uomo. il maschio ha .. -ho capito vai avanti - questo entra nella vagina, vicino a dove facciamo la pipì e lascia tanti semini che vanno a fare il bambino. sbatto i piedi nell'acqua, mi succhio la spalla salata, decido che devo mollare al più presto questa Cristina perchè sto esplodendo -si certo più o meno mi ha detto così mi guardo in giro -tuo fratello cosa fa -fa il bagno coi suoi amici -è in canotto -no -sai io devo tornare perchè senò mio fratello mi prende il mio e io voglio fare un giro fino alla spiaggia..andrei a prendere la focaccia..scusami sono frenetica logorroica ma dovevo trovare questa imbecille.. Sono nell'acqua e nuoto verso il ritorno al mio posto "a me queste cose non succederanno mai, ne sono certa, magari a 20 30 anni ma io di sangue e di quell'affare che entra ..a me no a me no a me no " Salgo la scaletta mi piazzo sul mio telo prendo Martin Eden e leggo con frenesia anestetizzante. Le bambine non devono sapere.
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Ago 02
Notti bianche, più che bianche, sbiadite!

di Maïté

Notti bianche, più che bianche, sbiadite!

Foto: Joseph Tury

Tra molti fenomeni che accadono in natura, quelli sgraditi restano inevitabilmente memorabili, comunque sia non poche spettacolarità artificiali sono ridotte a non ledere il nostro patrimonio in genere, e ciò che può essere a molti abitanti risparmiato dalla natura, è dato consumarlo avidamente per esigenze ambite di spettacolo.

Suscitano meno malumore quelle circostanze riferite a qualcosa che si consuma ovviamente in tutti i modi senza limiti!

Di conseguenza le risorse non rimangono conservate quel tanto che basta a ogni elemento per essere tale; consta allo sviluppo un punto di vista reale che insegni in seguito a pensare a come soggiornare nella realtà succinta e florida in precedenza alla consumazione che nulla in più del possibile dato, ha da togliere alla stessa opera, per quanto mai piena sia l’appetenza di risorse che non sono tuttavia solo da esaurire come capita spesso tra noi: “ il voto avanza, ” avanza in tutti i sensi.

Poco importa apprendere quel tanto che basta, affinché giorno per giorno tante cose si trasformino nel tempo e in modo non scontato, naturalmente, per fare sì che siano assimilate da tutti, permettendoci di sentire il presente come qualcosa di meno incerto e più concreto in vero, perché potremmo non subire, se non evitare in via del tutto esemplare e significativo, le sventure e le disgrazie umane di svuotamento, che rimane in fine del consumo tra noi con un pieno di solitudine che dilaga.

Propriamente succede che tra l’artifizio di accensioni festose con abbaglianti voltaggi per farci stare sbalorditi in quella che dovrebbe essere sacrosanta illuminazione nel buio della notte di mirabili paesi, città, lo spettacolo non interrompa il consumo notte tempo!

Il fosco è forzatamente stabilimento di potenti fasci e torce a tagliare il buio pesto che ferisce.

Perciò la realtà quella che ci circonda è intravista dal viandante ora a tratti, per chi attraversa quelle zone che restano tra le vie obbligatoriamente in penombra a quell’ora che trascinandosi in un consumo puro, a quella causa solo vorace non appare mai tarda, malata.

Chiedersi se il “successo” che dilaga come la bruma, di sera sull’onda di notti estemporaneamente bianche, quando gli sponsor promettono di farci vedere anche di notte, magari trascinandoci a talloni gonfi per fare sognare le genti poco distese con occhi che si dilatano nell’oscurità, a voltaggi abbaglianti che fasciano a piè di notte la polvere di quella calce che, arsa, tiene in piedi i muri di molte nostre abitazioni affinché di colpo non si sbriciolino: la notte è bianca perché il giorno è buio, non per pochi purtroppo!

Allo scuro anche quando non dovrebbe essere così pesta la vita; perciò oltre il naso non vedi e di conseguenza l’abbaglio ti respinge poco oltre lo scuro, allungandoti l’ombra in quel momento come a provare per una volta a superare dai piedi l’anima di quel corpo, trascinato da tempo a tutte le ore anche a notte fonda un sussurro sfiancato, sarà poi quel che indistintamente ci piglia.

Rilancio del gusto?

Spinta del commercio?

Fuori uscita dell’anima?

Artificio ad ogni occasione?

Illuminazione a tutte le ore?

Spettacolo senza prezzo?

A buon titolo di chi conosce le vere notti che non sono mai bianche, ma fredde e buie per chi a quell’ora non ha un riparo, queste che calano sui nostri paesi come notti sbiadite, impallidite e rimbambite come cause perse; radunano molti paesani come fossero tutti quanti più cittadini al buio, verosimilmente uguali, proprio quando erano le vacche non solo nel nostro campo.... tutte allo scuro.

Input, scosse, flash,  fasci .   

Nessuno si vede bene di giorno figuriamoci quando gli abitanti si cozzano l’uno accanto all’altro  di notte; (ma  la notte no….. recitava una canzone).

Quelle ore diventano sbotti di vita quasi sempre scura e buia come pare che si profili  l’affondo,   perché nel giorno seguente  il Sole si alza vanamente per un corpo steso, piombato sul giaciglio del sonno, anche quando batte e rintocca la luce, intanto tu dormi, perché in quella notte trascorsa  hai camminato con tanta gente e non l’hai scorta……, perché quando incontri  invano qualcuno: “di giorno hai sempre  più fretta e  paura nel vederla non difforme e indifferente.”

Con una certa frequenza  capita  un fenomeno di quelli che ti fa sussurrare una nota armonica anche sulla  soglia di un campo santo… nell’intravedere fiori recisi d’ogni colore, dare una tonalità ancora fresca in quel luogo dove sembra esserci troppo silenzio e pace; poi entrando per cogliere  da vicino un nome che ti è caro: noti che i fiori sono finti, imitazioni, artefatti, perché non cedono il profumo  e non smontano il colore appassendo.

La metà, più della metà giace immobile senza flettere un sol filo sul gambo, come naturale  che fosse per tutti poi al tramonto;  un mugugno in petto si stringe al fondo del tuo cuore presso quel campo ancora più spoglio e falso a cui pensavi di appoggiare  in quella pausa che ti concede il mondo per un semplice sguardo!

Vorresti abituarti a non giudicare, sperare oltre la natura, ma questa volta: lì gemi; perché nessuno ti chiede come e quando sei o potevi essere felice avvicinandoti così in prossimità, e poiché poco prima sulla soglia tutto ti appariva uguale ed eri soddisfatto or dunque rifletti e interroghi!

A ragione del vero presso Trieste in un ex manicomio qualcuno ancora stampa non banalmente vicino al cuore su d’un semplice pettorale d’una maglietta colorata, la scritta: “ da vicino nessuno è uguale” Grazie a quel semplice ricordo che ci rende unici al mondo non diversamente ad ogni luogo  ho sentito tuttavia proprio lì la speranza.  

Diversamente sbiadito un saluto tenue e pallido come la Luna che cambiando non volta  faccia .

 Comunità magda e don l. milani zico perani

 

 

Inviato: venerdì 1 agosto 2008 14.51
A: Forum Segreteria



Lug 31
estate

di roberta

estate
l'estate è ancor peggio, la pendenza si fa più forte e la mia obliquità aumenta. Non so dove diavolo cacciarmi in queste giornate se non esiste il lavoro di facciata. Ma devo rispondere al telefono, dire a qualcuno che tutto è normale, scorre normalmente, l'ottimismo, la pazienza, la tolleranza, l'amicizia ed altre minchiate del genere continuano a timonare la mia vita mentre un fiume di insofferenza viene arginato meccanicamente da parole che non sento neanche mie. Si mi piace starmene sola in casa se c'è qualcun altro che fa dell'altro e mi lascia in pace e non mi vede, mi piacerebbe parassitare le case degli altri, ma senza parlare, senza essere persona presente, ricordo quando mi 'addormentavo' in case di altri, di giorno, adducendo a pretesto l'insonnia, spiavo dal divano i rumori le parole gli odori..non dormivo ma simulavo il risveglio quando avvertivo il tempo finito, evadevo. Spiavo la sera le case degli altri, immaginavo le tavole , dalle luci immaginavo la cena, la minestra, i sapori. Amavo i bar dove passare senza intrusioni ma con altri il mio tempo, a bere e leggere il giornale, mangiucchiare, stare quel tempo necessario fino a quando sarei stata inevitabilmente coinvolta, avvicinata. Tempi di studente, maledizione alla crescita al dover prendere un ruolo, ad essermi pervicacemente attaccata a dei doveri, ad aver imparato ad eseguirli, ma oggi non parlo degli sbagli fatti. Ho solo la pesante nostalgia di quella calura estiva a Pavia quando senza impegni, senza tempo, senza dolore o gioia passavo per case, strade bar guardando, ascoltando annusando MA NON PARLANDO. Ero verso la linea obliqua della stramberia. Ed ora ne ho nostalgia. Ho lacci da tutte le parti, obblighi dappertutto, ho un bel tagliare, sono quisquiglie. Mi sento legata. Arrivederci.


Lug 08
La terapia cognitivo-comportamentale

di butterfly

La terapia cognitivo-comportamentale

Ansia, depressione, rabbia, colpa, vergogna, sono emozioni che proviamo quotidianamente. Quando le emozioni sono troppo intense o durature rispetto alla situazione nella quale ci troviamo, possiamo considerare l'eventualità di avere un problema emotivo.
Per esempio, se una discussione con qualcuno ci fa star male per alcuni giorni, se piccoli difetti nelle cose che facciamo ci fanno sentire delle nullità, se compiere attività quotidiane, come fare la spesa o parlare con i colleghi di lavoro, genera un'ansia intollerabile, siamo probabilmente di fronte ad un disagio psicologico che può richiedere un intervento professionale.

La Psicologia, fin dagli albori, si è occupata dei problemi emotivi con risultati non sempre entusiasmanti. Soltanto in questi ultimi anni possiamo realmente affermare di possedere una serie di procedure rigorose e scientificamente valutabili (e valutate!) per il loro trattamento.
Un più efficace approccio alla gestione dei problemi emotivi coincide con la comparsa e la diffusione, nel mondo della psicologia, del modello cognitivo comportamentale negli anni Sessanta.

Tale modello postula una complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti, sottolineando come molti dei nostri problemi (tra i quali quelli emotivi) siano influenzati da ciò che facciamo e ciò che pensiamo nel presente, qui ed ora.

Questo vuol dire che agendo attivamente ed energicamente sui nostri pensieri e sui nostri comportamenti attuali, possiamo liberarci da molti dei problemi che ci affliggono da tempo.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale (PCC) sta quindi assumendo il ruolo di trattamento psicologico d’elezione per la stragrande maggioranza dei problemi emotivi e comportamentali.

Si tratta di una disciplina scientificamente fondata, la cui validità è suffragata da centinaia di studi, principalmente, ma non solo, per la diagnosi e la cura in tempi brevi di:

Depressione e disturbo bipolare;
Ansia, fobie, attacchi di panico e ipocondria;
Ossessioni e compulsioni;
Ansia o preoccupazione generalizzate;
Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, etc.);
Stress, disturbi psicosomatici e cefalee;
Disfunzioni sessuali (eiaculazione precoce, anorgasmia, etc.);
Abuso e dipendenza da sostanze (alcool, droghe, etc.);
Disturbi della personalità;
Insonnia;
Difficoltà a stabilire e mantenere relazioni sociali e comportamento impulsivo;
Problemi di coppia;
Difficoltà nella scuola o nel lavoro;
Bassa autostima.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale, come suggerisce il termine, combina due forme di terapia estremamente efficaci:

La psicoterapia comportamentale: aiuta a modificare la relazione fra le situazioni che creano difficoltà e le abituali reazioni emotive e comportamentali che la persona ha in tali circostanze, mediante l’apprendimento di nuove modalità di reazione. Aiuta inoltre a rilassare mente e corpo, così da sentirsi meglio e poter riflettere e prendere decisioni in maniera più lucida.
La psicoterapia cognitiva: aiuta ad individuare certi pensieri ricorrenti, certi schemi fissi di ragionamento e di interpretazione della realtà, che sono concomitanti alle forti e persistenti emozioni negative che vengono percepite come sintomi e ne sono la causa, a correggerli, ad arricchirli, ad integrarli con altri pensieri più oggettivi, o comunque più funzionali al benessere della persona.

Quando sono combinate nella PCC, queste due forme di trattamento diventano un potente strumento per risolvere in tempi brevi forti disagi psicologici.

 

 (dal sito www.ipsico.org)



Lug 05
Psicologia e solitudine

di butterfly

Psicologia e solitudine

Vuoi essere felice? Coltiva le relazioni con gli altri!
Avere delle relazioni gratificanti con gli altri è uno dei segreti per avere una vita felice e piena di soddisfazioni.

Molte ricerche condotte nell'ambito della psicologi sociale, hanno evidenziato che chi ha una vita affettiva e relazionale soddisfacente, non solo è molto più felice, ma, ha anche un salute migliore e vive più a lungo.
E chi, invece, ha con gli altri dei rapporti solo superficiali?

La solitudine , quando non è una scelta volontaria, incide molto negativamente sul nostro benessere psicologico più di quanto possiamo immaginare

La sensazione di non essere importanti per nessuno è la causa di molte depressioni e persino di molti suicidi. Eppure, triste a dirsi, la solitudine è una condizione che si sta diffondendo sempre di più, complici i ritmi frenetici della vita moderna che non agevolano i contatti umani.
Timidezza, scarse abilità sociali , diffidenza verso gli altri , sono ulteriori fattori che possono contribuire a peggiorare la solitudine. La solitudine, però, può essere sconfitta, facendo lo sforzo deliberato di uscire dal proprio guscio e di aprirsi agli altri.

Alcuni consigli pratici per superare la solitudine
Non è possibile in un unico articolo trattare un problema complesso come quello della solitudine in un modo esaustivo. Anche perché ciascuno è solo in un modo diverso : c'è la solitudine del timido che non osa avvicinarsi agli altri, c'è la solitudine della persona sempre in viaggio per motivi di lavoro, e c'è chi invece si sente solo in mezzo ad una folla, ecc..

In questo paragrafo, tuttavia, daremo alcuni consigli per sconfiggere la solitudine adatti ai diversi tipi di solitudine.

Fai uno sforzo consapevole per fare nuove amicizie.
Finiti i tempi della scuola, diventa più difficile farsi dei nuovi amici. Le ragioni sono tante: si ha meno tempo, si è impegnati con il lavoro e con la famiglia, ciascuno ha la sua vita e c'è minor disponibilità a conoscere gente nuova. Anche con i vecchi amici potrebbe non esserci il feeling di un tempo : molte cose cambiano dall'adolescenza all'età adulta e i tuoi amici di sempre potrebbero aver preso una direzione nella vita completamente diversa dalla tua.
Proprio per questo se vuoi delle nuove amicizie, devi dedicare alla tua vita sociale, tempo ed energia, cercando di creare delle occasioni di incontro. Comincia a frequentare un posto dove puoi socializzare: una palestra, un associazione di volontariato, un corso di ballo, o di teatro ecc. Vai a concerti, al cineforum, fai dei viaggi di gruppo, ecc.., l'importante è che cerchi di interagire con le persone che incontri.

Fai la prima mossa.
Sarà più facile fare amicizia, se prenderai l'iniziativa nel contatto sociale. Fare il primo passo, però , può essere difficilissimo per un timido. Per ridurre l'ansia, può essere utile ripetere a se stessi che anche gli altri , anche quelli che sembrano brillanti e "vincenti", hanno i loro timori e le loro insicurezze e magari, si sentono soli proprio te.
Se sei timido, puoi avere il timore che le altre persone notino in te soprattutto i tuoi difetti: ma non è così, gli altri, se non sono gravemente frustrati, non sono lì per giudicarti negativamente, ma per cercare di star bene e divertirsi. Se sei timido, ti potrà capitare di sentirti a disagio o addirittura di arrossire, quando parli con qualcuno che conosci poco: non farne un dramma. I timidi sono caratterizzati da eccessiva consapevolezza di sé, ma più ti focalizzai sulle tue sensazioni di imbarazzo, più l' imbarazzo aumenta, mentre se non ci dai più di tanto peso, il disagio scemerà gradualmente.

Liberati dal timore di dover essere brillante ad ogni costo.
Nei primi contatti con un potenziale amico, quello che conta non è tanto apparire interessanti , quanto mostrarsi interessati all'altro.L'interesse sincero per l'altro è la chiave di un'amicizia ben riuscita. A questo proposito, vorrei citare un detto di Dale Carnegale che trovo profondamente vero: "Puoi trovare più amici in due mesi, interessandoti agli altri, che in due anni cercando di fare in modo che la gente si interessi a te"

Sviluppa l'amicizia con gradualità.
Alcune persone sole rovinano una potenziale amicizia, avanzando delle premature richieste d'intimità. Sono quelle persone che tengono al telefono per ore una persona che conoscono poco, oppure una volta ottenuto il numero di telefono, cominciano a chiamare tutti i giorni a qualsiasi orario.

Lo stesso discorso vale per l'aspetto affettivo della relazione : è meglio evitare all'inizio confidenze troppo personali (es: "la settimana scorsa ho preso seriamente in considerazione l'idea di suicidarmi") .Questo genere di confidenze fatte ad conoscente, possono solo spaventare e/o imbarazzare.

Sìi te stesso.
Molte persone con una brillante vita sociale devono combattere contro la sensazione di "sentirsi soli anche in mezzo ad una folla". Se anche tu, conosci un sacco di gente ma continui a sentirti solo, è perché instauri con gli altri dei rapporti solo superficiali. Con chi ti circonda non sei te stesso, reciti una parte, cercando di essere quello che gli altri si aspettano che tu sia.
Quindi ti fingi più forte, più brillante, più sicuro di te di quanto tu non sia realmente, ma in questo modo non puoi sperimentare una vera intimità. Da qui nasce la penosa sensazione di solitudine, l'impressione che nessuno possa capirti ed esserti vicino. Smettere di fingere di essere la persona che gli altri si aspettino che tu sia ,e farsi vedere per quello che sei, è il mezzo migliore per trasformare dei conoscenti in amici.

Non essere troppo critico verso gli altri.
Alcune persone respingono gli altri, adottando inconsapevolmente un atteggiamento troppo rigido e critico. Tendono ad aspettarsi troppo nelle relazioni con gli altri e ad avere una concezione idealizzata dell'amicizia : di conseguenza, vengono facilmente delusi. Quando l' altro, come spesso succede, non soddisfa le loro aspettative, perdono la fiducia e preferiscono rompere l' amicizia.

A volte le persone con questo tipo di problematica, tendono a misurare quanto danno e quanto ricevono in cambio. Se per esempio, l'amico non ricambia, a breve, un invito, o una telefonata, si sentono ingannati e non apprezzati. Se ti sei riconosciuto in questo ritratto, devi imparare ad essere più tollerante e non pretendere dagli altri più di quanto non ti possano dare: dopotutto non esiste l'amico perfetto.

Sviluppa i tuoi interessi.
Se ti mancano gli argomenti di conversazione, devi ampliare i tuoi interessi. Il modo più semplice è quello di tenerti informato: puoi leggere il giornale, andare a vedere qualche film appena uscito o dedicarti alla lettura di quel nuovo best seller di cui parlano tutti, oppure puoi trovarti un hobby.

Sconsigliato ai cinici: una ricetta in pillole contro la solitudine.
La qualità delle nostre relazioni con gli altri dipende molto dal nostro atteggiamento psicologico: siamo chiusi e ci aspettiamo sempre qualche delusione? Siamo aperti e sinceri?

A questo proposito, vorrei riportare un brano, tratto dal libro:" Vincere la timidezza" .Questo brano tratta un intervista fatta ad una attrice famosa che è riuscita a superare la sua timidezza ed avere una vita sociale gratificante..

"Dico sempre alle mie figlie che è importante sapere che gli altri hanno i tuoi stessi problemi. Non bisogna essere così egocentrici da credere che il mondo giri intorno a quello che la gente pensa del tuo aspetto ,delle tue sensazioni e del tuo comportamento. Gli altri non stanno sempre lì a giudicarti e a valutarti negativamente. Pensano a se stessi ,e sei tu che devi uscire fuori dal tuo guscio e andare verso gli altri , perché quando entriamo in contatto con un'altra persona allo stesso tempo ci mettiamo in contatto con noi stessi : aiutiamo noi stessi. Sono fermamente convinta che siamo un tutto unico. Lo siamo veramente e più sorridi e ti protendi verso gli altri , tanto più riceverai in cambio: si raccoglie quello che si è seminato.

Sì, lo so, è un clichè ma è un clichè proprio perché è profondamente vero. E allora coraggio, vai avanti e stabilisci un contatto con le altre persone. Se, per esempio, a scuola vedi un bambino un po' timido, o che non si trova bene con gli altri bambini e sembra un pochino triste, ecco l'occasione di protendersi verso gli altri. Nel momento in cui lo farai, scoprirai qualcosa di stupendo.

Sì le persone sono meravigliose e tutto quello di cui hanno bisogno è un po' di TAA.: tenerezza, amore e attenzione: è il miglior antidoto contro la solitudine.!

Dottoressa Anna Zanon



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