Scritto ieri:
L'unica capace di giudicare è la parte in causa, ma essa, come tale, non può giudicare. Perciò nel mondo non esiste una vera possibilità di giudizio, ma solo il suo riflesso.
Franz Kafka
Mar
03
segnalazione
di gabrj

vorrei segnalare il bel libro del cantante Simone Cristicchi "oltre il cancello" che parla della condizione dei reclusi in manicomio;il cantante ,non solo ha presentato a Sanremo una canzone dedicata al tema della reclusione,ma ha raccolto nel libro interessanti testimonianze e ha giato anche un documentario
Feb
22
Testimonianza sull'Auto-Mutuo-Aiuto
di Maïté

Sono Maïté, per più di quindici anni la mia vita è stata tormentata da depressione cronica. Ho cominciato a chiudermi in me stessa diventando sempre più taciturna e riservata, e provando sempre più difficoltà a relazionarmi con gli altri. Sono arrivata al punto di cambiare marciapiede per strada pur di non incontrare una persona che conoscevo, per paura della fatidica domanda : “come stai?” che mi avrebbe richiesto lo sforzo di fingere per rispondere che stavo bene, quando invece mi sentivo morire dentro. Ero sempre in preda all’ansia finché non sono arrivati gli attacchi di panico, e per evitare tutte le situazioni che mi procuravano quei disturbi, piano piano mi sono isolata sempre più dal mondo esterno, uscendo di casa solo quando non potevo proprio farne a meno e facendo finta di non esserci quando qualcuno bussava alla mia porta. Cominciavo a rilassarmi solo la sera tardi, quando ero ormai sicura che nessuno mi avrebbe più cercata. Ma ogni mattina l’angoscia di dover affrontare una nuova giornata mi assaliva, finché un giorno sono crollata... Allora mi sono lasciata convincere di fare almeno un tentativo per farmi aiutare con una psicoterapia e poi di entrare a fare parte di un gruppo di auto-aiuto. Non pensavo che sarei mai riuscita a parlare dei miei problemi a degli estranei, ma sentendo loro parlare, mi sono sorpresa a pensare che mi riconoscevo un pò in ognuno di loro e che la mia sofferenza, che vivevo in silenzio, era la stessa sofferenza di quelle persone. E i problemi che si sono susseguiti nella vita di alcuni di loro mi hanno permesso di ridimensionare i miei. Ad un tratto non mi sono più sentita sola: un filo invisibile mi legava a loro e ho cominciato ad aprirmi, ritrovando il piacere della comunicazione e della condivisione con gli altri. Ora rimpiango di non averlo fatto prima, a causa dei pregiudizi e dello stigma che impediscono a molte persone come me di chiedere aiuto, per la paura di essere etichettati e oggetti di compassione (nel senso più spregiativo del termine). Non sono ancora guarita, gli attacchi di panico ci sono sempre anche se meno frequenti e più leggeri, ho ancora delle difficoltà ad interagire con le persone che non conosco, ma sto risalendo la china piano piano verso una qualità di vita migliore. L’appuntamento settimanale con il gruppo di auto-aiuto è una priorità assoluta e sento che il bene che mi fa vale più di qualsiasi medicina.....
Feb
05
Testimonianza Maïté sul teatro
di Maïté
Testimonianza sul teatro
Per quindici anni la mia vita è stata rovinata dalla depressione cronica, e dagli attacchi di panico. Questo mi ha portato ad una situazione di chiusura quasi totale, evitando i contatti con l’esterno e uscendo di casa solo quando non ne potevo proprio fare a meno. Evitavo qualsiasi circostanza che potesse essere fonte d’ansia e mi rilassavo solo di sera quando ero ormai sicura che nessuno avrebbe più suonato alla mia porta, e che non avrebbe più squillato il telefono. Poi, un anno e mezzo fa, mi sono decisa a farmi aiutare con una psicoterapia ed a frequentare un gruppo d’auto-aiuto dove ho conosciuto persone che frequentavano un corso di teatro al centro diurno della Salute Mentale. Ho subito intuito che questa poteva essere una strada da percorrere per appianare ulteriormente le mie difficoltà a relazionarmi con gli altri.
Quest’esperienza del teatro è stata molto positiva per me: è venuta a completare i benefici gia riscontrati con la psicoterapia e i gruppi d’auto aiuto, ma inoltre è venuta a coronare un sogno rimasto nel cassetto fin da quando ero ragazzina. A teatro ho trovato un gruppo di persone tanto diverse tra loro, con i loro problemi, ma alle quali mi sono subito affezionata e che sento un pò come una nuova famiglia: per nessun motivo vorrei cambiare per un altro gruppo, magari più vicino. In questo periodo stiamo creando una favola che dobbiamo mettere in scena con l’aiuto della nostra regista Fabrizia Fazi. Dobbiamo anche costruire la nostra scenografia e per questo ci trasformiamo di volta in volta in falegnami, pittori, sarti ecc... e tutto questo in un clima d’allegria e spensieratezza che fa bene ad ognuno di noi.
Tutti, la mia psicologa,i miei amici e parenti, i miei stessi compagni di teatro mi dicono che sono molto cambiata, che sono più aperta, e anche se ho ancora dei blocchi e delle difficoltà ad interagire fisicamente ed essere toccata dagli altri, sono migliorata tantissimo. Il giorno della settimana in cui c’è teatro è quello che preferisco, e aspetto sempre con ansia che arrivi quello successivo, perché quando esco da lì mi sento sempre più rilassata e tranquilla......
Quando recitavo nella vita e mi nascondevo dietro una maschera, per non fare trapelare i miei problemi a chi mi stava vicino, era una cosa molto faticosa e dolorosa che mi richiedeva un gran dispendio d’energie. Ora, quando recito a teatro è... come una liberazione!
Maïté
Feb
05
Testimonianza Maï té sui gruppi AMA
di Maïté

Salve! Io sono Maïté e faccio parte del gruppo di auto-mutuo-aiuto del C.S.M di La Spezia.
Dopo anni di depressione legati a problemi di obesità, in un’altalena di crisi profonde con aumento di peso, alternate con periodi di miglioramento e perdita di peso, ho seguito il consiglio della mia endocrinologa di farmi aiutare in una struttura d’igiene mentale con una psico-terapia. All’inizio ero molto reticente, convinta che non sarebbe servito a nulla, perché non sarei mai riuscita a parlare con estranei dei miei problemi, che da sempre avevo taciuto anche alle personne a me più care. Neanche al mio medico ero riuscita a parlare delle mie crisi di panico sempre più frequenti, per il rifiuto di guardare in faccia la realtà ed ammettere che avevo un problema. E questo problema mi aveva portata a chiudermi in me stessa, evitanto i contatti con gli altri e uscendo di casa solo quando ero proprio obligata a farlo.
Invece la psicologa che mi è stata assegnata dal C.S.M, la dotoressa Eleonora Dall’Ara, ha saputo farmi trovare la chiave per riaprire la serratura arrugginita di quella porta che avevo chiusa da anni fra me ed il mondo esterno, isolandomi sempre di più e limitando le mie relazioni con le poche persone a me vicine, ad un rapporto molto superficiale.
Poi mi è stato chiesto se volevo partecipare alle riunioni del gruppo di auto-mutuo-aiuto ed anche lì ho accettato di assistere ad una seduta, a patto di non intervenire. Ho ascoltato i racconti delle prime due persone, e già piangevo! Mi sono chiesta: “Ma se reagisco così ascoltando gli altri, come potrò mai parlare della mia personale esperienza senza piangere!” Però dopo due tentativi della facilitatrice Simonetta per farmi intervenire o almeno presentarmi, ho accettato di presentarmi a grandi linee. Ma, incalzata dalle domande dei partecipanti, mi sono ritrovata mio malgrado a raccontarmi come non mi capitava più da una vita.
Dopo qualche settimane, le “parole ritrovate” hanno continuato a scorrere come un fiume in piena, avevo ritrovato il piacere della comunicazione e della condivisione con gli altri, e le mie crisi di panico si sono fatte più rare e controllabili. Non aspettavo più con ansia la sera, sapendo che finalmente nessuno avrebbe più bussato alla mia porta e che non avrebbe più squillato il telefono. Proprio quando credevo che la mia vita fosse ormai tutta in discesa, mi ritrovo ad aver fatto nuove amicizie condividendo le mie esperienze con il gruppo di auto-aiuto, ad aver rafforzato le vecchie amicizie aprendomi di più e raccontendomi. Ma soprattutto ho consolidato il rapporto con mia figlia, che ha sofferto anche lei delle mie depressioni, e che mi ha dimostrato il suo affetto ed il suo appoggio, nella mia decisione di farmi aiutare, dandomi una sferzata di fiducia in me stessa.
Adesso alcune persone dei gruppi di auto-aiuto di La Spezia e Sarzana hanno creato un’associazione di soli utenti “Il Mondo di Holden” con lo scopo di aiutare ed ascoltare chi soffre come noi ed è preda della solitudine, proprio come lo eravamo noi fino a pochi anni o pochi mesi fa. Mi hanno coinvolta in questa grande avventura, e sono più che convinta, ora, che aiutando gli altri aiuterò soprattutto me stessa!
Gen
11
Le Mie Compagne di viaggio
di Maïté

Dopo alcuni mesi di esperienze convissute con le persone del gruppo di auto aiuto familiari, ho sentito il bisogno di scrivere due righe su ognuna di loro........
......“Le mie compagne… di viaggio”
Agnese:
Persona meravigliosa, solare, generosa e con una grande carica di umanità; un miscuglio di candore che ti fa provare tenerezza nei suoi confronti, ma anche determinazione e entusiasmo che suscita rispetto.
Anna Maria:
L’abbiamo già ribattezzata “vulcano” e così è: debordante di energie, sempre piena di idee. E’generosa, altruista e molto disponibile. A me qualche volta procura ansia quando si agita un pò troppo, ma questo è un problema mio, non suo…
Anna Rita:
E’ quella che sento più simile a me: quando non sta troppo bene preferisce rimanere in silenzio e ascolta; ha bisogno dei suoi tempi per riuscire ad esternare i motivi della sua sofferenza, che deve prima metabolizzare per potere poi condividerla con gli altri. Ma quando sta bene anche lei è molto solare e con una bella dote di autoironia e umorismo.
Anya:
Mi piace molto come persona: molto posata, tranquilla e discreta, con una buona capacità d’ascolto; interviene poco ma quando lo fa è molto concisa e acuta e dice sempre cose molto intelligenti. E’ una persona che mi rassicura.
Donatella:
E’ perspicace e attenta agli altri; quando ci ascolta mi diverto ad osservarla: strizza gli occhi, è concentrata e sembra che già analizza ed elabora la risposta da darci, e poi quando parla tutto diventa chiaro, ci fa capire ogni cosa. A me da un senso di sicurezza.
Jutta :
E’ quella che conosco meno. E’ molto tormentata e infelice e mi fa molta tenerezza (mi verrebbe sempre voglia di abbracciarla se non fossi così riservata nelle mie dimostrazioni d’affetto), e spero che con il nostro aiuto lei riesca a ritrovare serenità.
Maria:
Mi ha impressionato la quantità di eventi negativi che si sono susseguiti nella sua vita (mi ha permesso di ridimensionare i miei!) e mi suscita anche lei molto rispetto. L’unico rammarico è che le sue traversie l’hanno resa un po’ troppo amara e negativa.
da Maïté
Pagine totali: 26
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