Scritto ieri:
L'unica capace di giudicare è la parte in causa, ma essa, come tale, non può giudicare. Perciò nel mondo non esiste una vera possibilità di giudizio, ma solo il suo riflesso.
Franz Kafka
Set
02
Eccomi
di chrysalis

Salve a tutti. Complimenti per l'idea di realizzare questo sito. Lo trovo molto utile per chi, come me, soffre di disturbi depressivi e spesso non sa a chi rivolgersi per trovare una parola di conforto, un aiuto, ciò che nella vita reale gli è negato.
Tempo fa decisi di raccontare la mia storia in un sito, per fornire uno spunto di riflessione a chi si fosse trovato in una situazione analoga alla mia o avesse provato senzazioni simili.
L'indirizzo è http://www.chrysalis2005.altervista.org
Spero che sia una valida testimonianza.
Chrysalis
Ago
30
voglio sapere il motivo
di leonardo

la mia storia non è delle +gravi
ho una vita normale,una vita.... influenzata,da una depressione soft
fin dall adolescenza,oggi ho 44anni.
Ora mi sono rotto,voglio sapere ,il
perchè ,voglio sapere la causa,di
questo mio problema...sembra incredibile ,ma da quando mi sono rotto
sapete cosa,stò meglio,dico quello
che penso e me ne sbatto...però ora
voglio sapere...questa cosa mi ha
rubato la gioventù.Scusate per come mi esprimo..e ciao a tutti
Ago
30
dimenticavo
di andreatux

dimenticavo,la mia mail è:
andreasmack@katamail.com
vi aspetto a presto
andrea
Ago
30
sono triste e stò male
di andreatux

io sono andrea e ho 23 anni,scrivo dalla toscana. sono molto triste perchè non ho una ragazza e soffro di solitudine.
tutta questa sofferenza mi fà odiare la vita e vorrei non esistere più.
da sempre cerco amici ma ho trovato soltanto persone false,che mi giravano le spalle.
vorrei essere aiutato,se potete scrivermi,mi piacerebbe fare amicizia.
a presto grazie
andrea
Ago
30
Senso e Confine(4Parte)
di butterfly

Differenza tra senso e confine:
Spesso le persone che soffrono di gravi problemi psichici sono coloro che queste battaglie non sono riuscite a farle, quelle persone che dai loro familiari e anche dal mondo sono viste come "brave persone", quiete, che non danno alcun problema, che hanno sempre marciato all'interno delle regole imposte senza lamentarsi. Queste sono le persone a più alto rischio per quanto riguarda la salute mentale: l'esercito delle forze conservative reprime da lungo tempo i movimenti interni, tanto da averli quasi definitivamente soppressi. Si tratta di un'azione contro natura, contro la crescita, patologico. Quando, dunque, le persone che stanno male si rivolgono ad un professionista perché le aiuti ad uscire dalla gabbia nella quale si trovano, cercano sì una figura stabile che sia in grado di contenere i tumulti che sta vivendo al suo interno, ma non cerca una gabbia "sostitutiva" all'interno della quale accoccolarsi per il resto dei propri giorni. Cerca un contenitore, questo è vero, soprattutto se il contenitore materno non è stato così sicuro e "buono" da permettere uno sviluppo senza problemi; ma il contenitore deve, ora sì, garantirgli la possibilità di portare avanti i propri processi di crescita individuale, dunque di riuscire, prima o poi, a fare a meno del contenitore stesso. Questa, più o meno, dovrebbe essere la funzione di un terapeuta, non quella di fornire un aiuto fittizio, momentaneo ed anche controproducente disegnandogli intorno dei confini e aiutandolo a riconoscercisi. E' come fornire al bambino che muove i primi passi un girello permanente legato intorno alle sue gambe, per timore che possa farsi male cadendo o inciampando. A lungo andare il bambino non farà più affidamento sulle sue gambe, ma sul girello che le sostiene, che a quel punto sarà diventato tanto indispensabile quanto controproducente. Quel bambino stava cercando qualcosa, cercava di camminare da solo, ma il senso della sua ricerca in questo modo viene annullato e completamente stravolto: ora può "andare" grazie ad un solido sostegno, nei luoghi raggiungibili da lui e dal sostegno (non molti per la verità), certamente rischiando meno di farsi male e dunque di far stare in tensione la mamma. ..Ma il senso della sua ricerca non era raggiungere un luogo bensì raggiungere una capacità propria, legata all'autonomia, allo sviluppo individuale e dunque alla propria crescita. Allo stesso modo la persona che soffre e ha paura, non cerca propriamente di raggiungere un luogo che possa garantirgli la sicurezza di cui sente di aver bisogno, ma vuole realizzare la capacità di procedere con le proprie gambe verso qualsiasi luogo gli venga suggerito dal proprio desiderio. Il senso della propria esistenza è legato al procedere, all'evoluzione, al percorso, più che al raggiungimento di una meta e alla stasi; per questo motivo è importante che ogni persona che vive all'interno di sé un conflitto o un disagio cerchi di comprendere in quale direzione lo spinga questo disagio, che significato abbia, quale potenziale di crescita contenga, piuttosto che cercare soltanto di dare un nome al disturbo.
Dr.ssa Eliasabetta Corberi
Psicologo Clinico - Psicoterapeuta
Pagine totali: 26
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