Scritto ieri:
L'unica capace di giudicare è la parte in causa, ma essa, come tale, non può giudicare. Perciò nel mondo non esiste una vera possibilità di giudizio, ma solo il suo riflesso.
Franz Kafka
Mag
15
Testimonianza
di angelo arecco
Di recente ho avuto una crisi e sono stato ricoverato in SPDC. Durante gli ultimi giorni del ricovero, sono stato testimone di un episodio esemplare del vero volto della psichiatria, quello che per molti e molte di voi non sarà una novità, visto che quello che andrò ad esporre è tutto sommato "normale" e "secondo la prassi".
Un ragazzo, il giorno della sua dimissione, nonostante non si sentisse ancora pronto e dopo aver detto questo al medico che invece insisteva per dimetterlo, stava tranquillamente parlando della sua storia di vita con una specie di "gruppetto di auto aiuto" improvvisato con alcuni pazienti, tra cui io, quando ha ricevuto una telefonata che lo ha mandato "su di giri". A quel punto il ragazzo ha dato in escandescenze e ha preso a pugni il muro e un paio di colonne di ferro, ovviamente facendosi anche male, ma senza aggredire nessuno. Gli infermieri sono intervenuti e (a modo loro) hanno cercato di calmarlo dicendogli che il medico di guardia (era sera) si trovava in ps ma sarebbe arrivato subito per occuparsi di lui.
Dopo pochi minuti, lo psichiatra è arrivato. I poco esperti e i pazienti "freschi" si aspettavano che le dimissioni venissero procrastinate, che lo avrebbero sedato, ecc. ecc. Invece il buon medico, fedele alla legge e al giuramento di Ippocrate per tutta risposta gli ha detto di raccattare la sua roba e uscire, visto che era dimesso. Il ragazzo, nonostante non volesse, ha preso la valigia e se ne è andato. A quel punto, il medico ha detto a tutti i presenti: "Ora che lo spettacolo è finito, tutti nelle vostre stanze". Ovviamente nessuno si è mosso e si sono formati vari gruppetti a commentare l'accaduto.
Il giorno dopo, in refettorio, essendo presente l'ausiliaria che la sera prima era stata l'unica a comportarsi umanamente semplicemente mettendo un cerotto sul pollice ferito del ragazzo e cospargendogli il dorso della mano già viola e gonfia con un po' di gentalyn, ho detto pubblicamente che "lei è la sola vera persona di questo reparto". Faccio notare che la signora in questione si occupa solo di preparare il the del pomeriggio e di annaffiare i fiori del giardino del reparto, oltre alle sue mansioni di ausiliaria.
Piccola morale della favola: ho deciso di non prestarmi più ai giochetti degli "Ippocriti" riservati ai bravi pazienti condiscendenti che non danno mai problemi. Anche perchè chi è uscito da anni di psichiatria come paziente e adesso fa il formatore e tiene conferenze in tutto il mondo può concedersi il lusso di dichiararsi "non antipsichiatra ma anti-cattiva psichiatria". Io, invece, che ci sono ancora dentro sia perchè abito in un alloggio protetto e continuo diligentemente ad assumere farmaci (dopo il ricovero mi è stata cambiata la terapia e adesso mi fanno un'iniezione a rilascio prolungato ogni 15 giorni) ed usufruisco di privilegi economici (affitto e utenze gratis, buoni pasto, borsa lavoro, invalidità) non posso onestamente essere antipsichiatrico, ma tutto sommato ho ancora una coscienza che si rivolta di fronte ad episodi come quello di cui sono stato testimone.
Saluti a tutti e tutte.
Angelo Arecco
Apr
24
Bando Corso di Facilitatore Sociale
di nicola pasa
E' con grande soddisfazione che pubblico il bando del corso di Facilitatore Sociale per cui noi dell'Associazione Il Mondo di Holden abbiamo lavorato per due anni incontrando sulla nostra strada molte difficoltà ma anche molti alleati. Ce l'abbiamo fatta finalmente.
MINISTERO DEL LAVORO, DELLA
SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI
Direzione Generale per le Politiche
per l’Orientamento e la Formazione
Provincia della Spezia
PROGETTO COFINANZIATO DALL’UNIONE EUROPEA
NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA OPERATIVO OBIETTIVO “COMPETITIVITA’ REGIONALE E OCCUPAZIONE”
FONDO SOCIALE EUROPEO- REGIONE LIGURIA 2007-2013 APPROVATO CON DECISIONE N°C(2007)5474 DEL 07/11/2007
PIANO DI SVILUPPO SETTORIALE - ECONOMIA SOCIALE
FACILITATORE SOCIALE PER IL DISAGIO PSICHICO
approvato con Determinazione n.104 del 27.02.2009 ASSE III INCLUSIONE SOCIALE g-g1. Ob.Spec.Reg.71
OBIETTIVI
Formazione di nuova figura professionale attraverso la realizzazione di un percorso specialistico, che agevoli negli allievi l’acquisizione delle necessarie competenze relazionali- tecniche e trasversali utili ad inserirsi nel settore socio- assistenziale a vari livelli ed a capitalizzare i crediti formativi necessari per l’accesso all’esame di qualifica successivamente al riconoscimento della Regione Liguria della f.p. del “Facilitatore Sociale per il Disagio Psichico”.
DESTINATARI e
REQUISITI di AMMISSIONE
12 candidati di età superiore a 18 anni preferibilmente in possesso di Diploma di Istituto Superiore o Qualifica Prof. post obbligo formativo, occupati/ disoccupati/ sottoccupati in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti obbligatori:
a) pazienti ex pazienti del Dipartimento Salute Mentale oppure
b) soggetti con storia personale di disagio psichico oppure
c) portatori handicap psico- fisico oppure
d) familiari di pazienti oppure
e) operatori del settore sanitario e/o socio/assistenziale con esperienza certificata (da valutare in fase di selezione)
DOCUMENTAZIONE DA PRODURRE modulo di domanda completo di 2 foto- tessera, copia di un documento d’identità in corso di validità, marca da bollo da € 14,62, fotocopia titolo di studio, CV o attestazione sui requisiti di studio/professionali/esperenziali richiesti oppure attestazione/certificazione dello stato della pregressa/ attuale condizione di svantaggio (rif paragrafo “requisiti di ammissione”)
QUOTA DI RISERVA
45% dei posti riservati alla componente femminile
DURATA
640 ore suddivise in:
Formazione - 384 ore
Counselling – 4 ore individuali x allievo (48 ore max per gruppo) + 12 ore di gruppo
Work Experience- 240 ore (3 mesi di inserimento in Enti/Istituzioni Pubblici o Privati)
DATA INIZIO CORSO
presunta
LUNEDI 22 giugno 2009
MODALITA’ DI SELEZIONE
Ammissione previo superamento prove di selezione (test attitudinale e colloquio motivazionale; valutazione CV)
PRESENTAZIONE DOMANDE
Le domande di iscrizione, in regola con la vigente normativa sull’imposta di bollo (€ 14,62) si ricevono dalle ore 9,30 di LUNEDI 27 aprile alle ore 17,00 di VENERDI 29 maggio 2009 presso la segreteria di FCL Via V. Veneto, 133-19124 La Spezia (orario di apertura al pubblico 9.30- 13.00/ 14.00-17.00)
INFO
tel. 0187/ 511983 fax. 0187/ 569007 sito www.afcl.it
AL TERMINE DEL CORSO VERRA’ RILASCIATO ATTESTATO DI FREQUENZA DELL’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DELLA SPEZIA E RICONOSCIMENTO DEI CREDITI FORMATIVI PER L’AMMISSIONE ALL’ESAME DI QUALIFICA SUCCESSIVO AL RICONOSCIMENTO DELLA FIGURA PROFESSIONALE DI “FACILITATORE SOCIALE” DA PARTE DELLA REGIONE LIGURIA
IL CORSO E’ COMPLETAMENTE GRATUITO
Per informazioni si prega consultare il sito www.lavoro.laspezia.it alla sezione formazione: le candidature on-line dovranno successivamente essere formalizzate con la firma dell’interessato ed una marca da bollo come da normativa vigente, entro le ore 17,00 di venerdi 29 maggio 2009 presso FCL – VIA V. VENETO, 133 19124 LA SPEZIA. Informazioni sul corso sono disponibili anche presso i Servizi per l’Impiego della Provincia della Spezia, nelle sedi:
Via XXIV Maggio, 3 - LA SPEZIA tel. 0187/ 77931 P.zza V. Veneto, 8 – SARZANA tel. 0187/ 60521 Rete Provinciale dei Job Center
In allegato:
Mag
05
"Lettera dall’Abruzzo"
di Maïté
"Lettera dall’Abruzzo"
Ricevo una lettera scritta da Laura, giovane studentessa universitaria di Colle di Roio, paesino colpito dal terremoto. Il testo mette in luce il punto di vista di chi il terremoto lo ha subito e, al di là dei proclami e la propaganda del governo del tipo "tutto sotto controllo" che tutti i giornali e le televisioni si sono affrettati a divulgare senza il minimo spirito critico, sta sperimentando come funzioni in realtà la macchina degli aiuti... (E' la stessa Laura che mi chiede di far circolare il più possibile la sua lettera, come potrete leggere nelle ultime righe)
29 Aprile 2009 –
"Ciao a tutti, oggi è il 20 aprile 2009. Per molti Abruzzesi lo sguardo è congelato all’alba del 6 Aprile 2009. Io, fisso il mio sull’ennesimo sorriso paterno e rassicurante del nostro Presidente del Consiglio, che campeggia sul paginone centrale de Il Centro, quotidiano locale e che ancora una volta (pure quando un minimo di decenza richiederebbe moderazione), fa sfoggio di capacità ed efficienza facendo grandi promesse nella speranza che si dimentichi il prima possibile (si sa gli italiani hanno memoria moooolto corta), che fino al 5 aprile nel meraviglioso piano casa che si intendeva vararare a imperitura soluzione della crisi economica, di norme antisismiche nemmeno l’ombra".
"Vi scrivo da Colle di Roio (Aq) uno dei paesini colpiti dal sisma del 6 aprile 2009. Il mio paese... Trovo molto difficile fare ordine nel turbinio di pensieri che mi gonfiano la testa, ma ci proverò. E scrivo questa nota perchè credo che solo uno strumento quale la rete permetta di conoscere altre verità, senza mediazioni se non dell’autore".
"Il nostro campo è abitato da circa trecento persone, distribuite in una quarantina di tende. Tornati da una vacanza mai iniziata, assieme a Pierluigi, abbiamo cercato di dare un contributo alle attività di gestione della tendopoli che, nel frattempo, (era passata già una settimana dall’inaspettato evento), era andata sviluppandosi".
"Come sapete non sono un tecnico, nè ho una qualche esperienza di gestione logistica e di personale in situazioni di emergenza e quanto vi racconto può essere viziato da uno stato di fragilità emotiva (immagino mi si potrà perdonare). Il fatto è, che a fronte di uno sforzo impagabile profuso da molte delle persone presenti nel nostro campo, (volontari della protezione civile, della croce verde/rossa, vigili del fuoco, forze di polizia etc...), inarrestabili fino allo sfinimento, ci siamo trovati, o sarebbe meglio dire ci siamo purtroppo imbattuti, nella struttura ufficiale della Protezione Civile stessa e nel suo sistema organizzativo".
"La splendida macchina degli aiuti, per quanto ho visto io, poggia le sue solide e certamente antisismiche basi, sulle spalle e sulle palle dei volontari; il resto da’ l’impressione di drammatica improvvisazione. E non perchè non si sappia lavorare o non si abbiano strumenti e mezzi, ma semplicemente ed a mio parere, perchè si è follemente sottovalutato il problema fin dall’inizio".
"Se vero che il terremoto non è prevedibile è altrettanto vero che tutte le scosse precedenti (circa trecento più o meno violente prima dell’inaspettato evento) dovevano rappresentare un serio monito. Perchè non è servito il fatto che due settimane prima del sisma alcuni palazzi presenti in via XX settembre a L’Aquila, poi miseramente sventrati, erano già stati transennati perchè le scosse che si erano susseguite fino a quel momento (la più alta di 4° grado, quindi poca cosa...) avevano fatto cadere parte degli intonaci e dei cornicioni...>/i>"
"Una persona minimamante intelligente, a capo di una struttura così grande quale la protezione civile, avrebbe dovuto schierare i propri uomini alle porte della città, come un esercito, pronto a qualsiasi evenienza. Ed invece mi trovo a dover raccontare che le prime venti tende del nostro campo se le sono dovute montare i cittadini del paese (ancora stravolti dal sisma), con l’aiuto di una manciata di instancabili volontari, che manca un coordinamento tra i singoli gruppi presenti, che la segreteria del campo (che cerchiamo di far funzionare), è rimasta attiva fino a ieri con un Pc portatile di proprietà di mia proprietà, acquistato "sia mai dovesse servire", e con quello di un volontario; che siamo stati dotati di stampante e telefono ma per la linea Adsl (in Italia ancora uno strano coso...) stiamo ancora aspettando e quello che siamo riusciti a mettere in piedi è merito dell’intelligenza di qualche giovane del posto e dei suoi strumenti tecnici; che abbiamo dovuto chiamare chi disinfettasse e portasse via mucchi di vestiti perchè arrivati sporchi e non utilizzabili; che che fino dieci giorni dal sisma avevamo un rubinetto per trecento persone, nessuna doccia, circa 20 bagni chimici e nessun tipo di riscaldamento per le tende".
"Vi ricordo che in Abruzzo e a L’Aquila in particolare la primavera fatica ad arrivare e che anche in queste notti la temperatura continua ad essere prossima prossima allo zero. Non ci si può quindi stupire che molte persone, la maggior parte delle quali anziane (e non tutte con la dentiera...), cocciutamente ed in barba alle direttive che vietano di rientrare nelle case, contiunano a fare la spola dalla tenda al bagno di casa".
"Potreste obbiettare che tutto sommato e visti i risultati raggiunti nel seguire più di quarantamila sfollati questi problemi sono inevitabili e bisogna solo avere pazienza. Condivido il ragionamento".
"Quello che mi lascia stupito, che la gente non sa e che gli organi di informazione si guardano bene dal dire è che tutta la macchina si basa all’atto pratico, sulla volontà ed il cuore di persone che lasciano le loro case e le loro famiglie e che non pagate, cercano di ridare un minimo di dignità e conforto a chi, a partire dalla propria intimità, ha perso tutto o quasi. La protezione civile che molti immaginano (alla Bertolaso per intenderci) non esiste nei campi, almeno non nel nostro. I volontari si alternano, perchè obbligati ad andarsene dopo circa 7 giorni".
Cosa comporta tutto questo?
"Che ogni settimana si vedono facce nuove con la necessità di ricominciare a conoscersi ed imparare a coordinarsi, che il capo campo cambia anche lui con gli altri e quindi può avere esperienza o meno, che spesso, ed è il nostro caso, la gestione di alcune attività è affidata ai terremotati perchè non viene inviato personale apposito, con inevitabili problemi, invidie acrimonie e litigate tra...poveri".
Volete un esempio cristallino della disorganizzazione?
"La nostra psicologa, giunta al campo per propria cocciuta volontà, è rimasta anche lei solo una settimana. Vi immaginate quale può essere l’aiuto ed il sostegno che una persona addetta può dare e quale fiducia può risquotere per permettere alle persone di aprirsi, se cambia con cadenza domenicale??? A questo si aggiungano l’inesperienza di molte persone (spesso e per fortuna sconfitta dalla volontà di far bene) e le tristi e umilianti dimostrazioni di miseria umana che ci caratterizzano e che risultano ancora più indecenti ed inaccettabili in casi di emergenza".
Qualcosa di buono però ragazzi l’ho imparato.
"Ho imparato che per la richiesta di materiale devo inviare un modulo apposito e che a firmare lo stesso non deve essere il capo campo, la cui responsabilità, fortuna sua, è solo quella di gestire trecento vite, trecento anime, più tutti coloro che ci aiutano dalla sera alla mattina, ma serve il visto del Sindaco, oppure del presidente di circoscrizione oppure di un loro delegato (pubblico ufficiale). Noi dopo aver speso due giorni per individuare chi dovesse firmare questi benedetti moduli, sappiamo che dobbiamo prendere la macchina e quando serve (ovviamente più volte al giorno), raggiungerlo al comune".
Un’ultima noticina.
"Due giorni fa la Protezione civile si è riunita con gli esperti, ed ha ritenuto che non vi siano motivi di preoccupazione relativamente alle dighe abruzzesi (la terra trema ogni giorno). Ora ricordandomi che analoga sicurezza era stata espressa all’alba di una scossa di quarto grado e pochi giorni prima che il nostro inaspettato evento facesse trecento morti e azzerasse l’economia e la vita di migliaia di persone...ho provveduto, poco elegantemente, ad eseguire il noto gesto scaramantico..."
Però dei regali li ho ricevuti".
"Sono le lacrime di molte delle persone che hanno lavorato alla tendopoli, trattenute a stento nel momento dei saluti; sono le parole e gli sguardi dei vecchi del paese, che mescolano dignità e paura, coraggio e rassegnazione, senza mai un lamento".
Un’altra cosa.
"Vi prego chiunque di voi possa, prenda il treno l’aereo o la macchina e si faccia un giro per L’Aquila e d’intorni. Le tendopoli non sono tutte come quelle a Collemaggio. Scoprirete il livello di falsità che viene profuso a piene mani dagli organi di comunicazione oramai supini e del livello di indecenza del ns presidente del consiglio che prima con lacrime alla cipolla e poi con sorrisi di plastica distribuisce garanzie e futuro a chi, vivendo in tenda e saggiando sulla pelle la situazione sa, che sono tutte palle".
"I morti sono serviti subito per mostrarsi umano e vicino alle famiglie, ma ora è meglio dimenticarli in fretta..Via via..nessuna responsabilità, nessun dolo. I pm sono dei malvagi.. ricostruiamo in fretta.. forza la vità e bella, vedrete, tra un mese sarete tutti a casa... Conoscete i nomi delle famiglie che doveva ospitare nelle sue ville? Le virtù umane travalicano gli eventi, le sue miserie non hanno confini".
Se volete vi prego fortemente di inviare questa mail a quanti vi sono amici. La stampa nazionale si è guardata bene dal pubblicarla.
Un saluto a tutti
Laura
Da: Assunta Signorelli [mailto:assuntasignorelli@gmail.com]
Inviato: sabato 2 maggio 2009 23.25
A: Forum Segreteria
Mag
02
"Clandestina" di Mariella Rocca
di Maïté
Foto: Laurentiu Margalin
CLANDESTINA
Grumi di lacrime
premono gli occhi da cerbiatta,
punture di cocci di vetro sono,
quelle lacrime represse!
Come un fiume in piena
pronto ad esondare,
a scorrere sulla pelle scura,
quasi a doverla pulire.
Non vuol cedere.
Ancora un tentativo per vivere,
provare a rimuovere le macerie
create dalla superflua esigenza,
che nascondono lo sguardo al dolore
chiedere umilmente un lavoro
anche sottopagato, pure sporco...
...., purchè concesso.
E sciogliere quei grumi
di pianto represso
in fluida, dolce emozione
poter tornare nella sua terra,
con successo, senza umiliazione.
Mariella ROCCA
Apr
24
Programma del Corso di Facilitatore Sociale
di nicola pasa
TITOLARITA’ DEL CORSO:FCL
PARTNER DI PROGETTO e ASSOCIAZIONI
AUSL 5- DIPERTIMENTO SALUTE MENTALE
IL MONDO DI HOLDEN ACCHIAPPASOGNI
Figura professionale che funge da ponte comunicativo e metacomunicativo tra il portatore di disagio psichico ed il tessuto sociale, con compiti di promozione ed incentivazione di percorsi di facilitazione all' integrazione per determinate categorie sociali.
Il FACILITATORE SOCIALE PER IL DISAGIO PSICHICO si occupa di:
• attività di informazione presso la comunità dei soggetti con sofferenza psichica, sui diritti e doveri in quanto cittadini, sul funzionamento degli Enti locali, sulle attività esistenti sul territorio, sulle opportunità formative
• attività di informazione presso gli Enti pubblici e privati per garantire l'accesso ai servizi dei cittadini portatori di disagio psichico, e facilitare la reciproca conoscenza
• promozione di attività di educazione interculturale
• facilitazione dell’accesso ai gruppi di auto aiuto psichiatrico
• agevolazione della compliance del paziente psichiatrico sulla cura farmacologica
Presta la sua opera professionale:
• affiancando e collaborando con gli operatori di settori/servizi/istituzioni differenti (es: nelle attività consultoriali affiancando il medico, l'assistente sociale, lo psicologo oppure in autonomia per incentivare la divulgazione di informazioni e lo sviluppo di una rete sociale di riferimento sempre più ampia ed integrata)
• in collaborazione con associazioni e cooperative già esistenti, per integrare ed arricchire di conoscenze interculturali le attività di prevenzione del disagio, di formazione degli operatori, di sviluppo e creazione di imprese ed interventi sociali.
Una volta qualificato, avrà inoltre la possibilità di diventare “imprenditore” o “cooperatore sociale” ed in tal senso potrà gestire la propria attività professionale in completa autonomia (assieme ai soci).
In questo veste sarà pertanto in grado di:
1) definire i confini del proprio intervento rispetto al gruppo di lavoro
2) modulare gli interventi nel rispetto dei tempi e delle caratteristiche individuali dell'utente
3) sviluppare capacità di collaborazione con èquipe di lavoro interdisciplinare
ARGOMENTI DEI MODULI
1. AREA DI LAVORO SPECIALISTICA
Parte Formativa
Argomenti Titoli Durata Ore
Teoria Elementi di psichiatria
Elementi di psicofarmacologia
Elementi di psicologia
Legislazione ed organizzazione dei servizi territoriali
Pratiche del Facilitatore Sociale 31
11
15
37
48
Testimonianze Legislazione ed organizzazione dei servizi territoriali
Pratiche del Facilitatore Sociale 2
8
Project work FASE 1- Impostazione della ricerca
FASE 2- Ricerca sul territorio 60
90
Totale ore: 302_
Parte di Controllo
Argomenti Titoli Durata Ore
Test/colloquio Elementi di psichiatria 1
Test/colloquio Elementi di psicofarmacologia 1
Test/colloquio Elementi di psicologia 1
Colloquio Legislazione ed organizzazione dei servizi territoriali 1
Colloquio/simulazione Pratiche del Facilitatore Sociale 2
Totale ore: 6_
2. AREA DELLE COMPETENZE TRASVERSALI
Parte Formativa
Argomenti Titoli Durata Ore
Teoria La relazione d’aiuto
Tecniche di gestione del gruppo 32
16
Totale ore: 48_
3. AREA DEI SAPERI
Parte Formativa
Argomenti Titoli Durata Ore
Teoria Informatica
Igiene e sicurezza 22
4
Totale ore: 26__
Parte di Controllo
Argomenti Titoli Durata Ore
Esercitazione al PC Informatica 2
Totale ore: 2_
COUNSELLING DI GRUPPO
Parte Formativa
Argomenti Titoli Durata Ore
Teoria Azione trasversale di supporto al gruppo 12
Contenuti e note metodologiche
Gli interventi di Counselling,attività che tende ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità dell’allievo promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le sue capacità di scelta, si svolgeranno attraverso una doppia modalità: con sessioni di gruppo e momenti individuali (a richiesta). Ciò al fine di ottimizzare gli aspetti dell’Azione quale coadiuvante e supporto all’iter formativo in essere.
Durante la fase di gruppo, ogni partecipante potrà analizzare e valorizzare le proprie risorse in relazione a quelle della classe e confrontarsi con i pari su problematiche operative, tecniche ma anche soggettive; portando alla discussione esperienze vissute ed offrendo agli altri il proprio apporto. Gli incontri, della durata di due ore ciascuno, verranno pianificati secondo una frequenza regolare (salvo diversa indicazione della classe) ogni 2/3 settimane circa –fino ad esaurimento delle 12 ore previste. Obiettivo del modulo è fornire un sostegno emotivo ai partecipanti all’esperienza di formazione attraverso la rottura dell'isolamento e la condivisione reciproca, con lo scopo di migliorare le capacità psicologiche e comportamentali del gruppo come dei singoli.
COUNSELLING INDIVIDUALE
Parte Formativa
Argomenti Titoli Durata Ore
Teoria Azione trasversale di supporto al singolo 4 ore/allievo
Contenuti e note metodologiche
Gli interventi di Counselling, attività che tende ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità dell’allievo promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le sue capacità di scelta, si svolgeranno attraverso una doppia modalità: con sessioni di gruppo e momenti individuali (a richiesta). Ciò al fine di ottimizzare gli aspetti dell’Azione quale coadiuvante e supporto all’iter formativo in essere.
Durante gli incontri individuali, previsti per un massimo di 4 ore ad allievo ed esclusivamente a richiesta, trasversalmente all’attività formativa, ogni risorsa attiverà una relazione interpersonale intensa con l’esperto- il counsellor- che avrà il compito di condurre l’azione introspettiva e stimolare nel singolo riflessioni sul proprio comportamento. L’obiettivo è quello di far individuare, sperimentare e consolidare nuovi modelli mentali e conseguenti strategie comportamentali avviando un processo di apprendimento e cambiamento. I punti chiave dell’Azione sono sinteticamente riconducibili a: 1. individuazione di esperienze critiche per l’apprendimento, razionalizzazione e modellizzazione; 2. trasferimento di pattern alternativi di comportamento. Il piano di intervento sarà preventivamente concordato fra counsellor ed allievo e prevedrà, in linea di massima, standard operativi quali: diagnosi di aree forti e criticità; definizione del problema e ipotesi di lavoro, riflessione sull’esperienza personale e ricerca di alternative; valutazione dei risultati e consolidamento del cambiamento. Secondo un’ipotesi ottimale, la funzione di counsellor dovrebbe essere svolta dallo psicologo che si occuperà della selezione per l’ingresso al corso intero; che dovrebbe anche vestire i panni del tutor dedicato durante la fase di Work Experience. In tal modo l’esperto avrebbe un panorama esaustivo della situazione psico-dinamica del singolo e del gruppo, una conoscenza in ingresso approfondita dagli incontri individuali e la possibilità di un feed back sul campo delle eventuali difficoltà rilevate dagli allievi.
ESPERIENZA LAVORATIVA
Parte Formativa
Argomenti Titoli Durata Ore
Stage Work- Experience 3 mesi/allievo
Contenuti
Nella fase di Work-Experience ci sarà un inserimento degli allievi in realtà operative del settore socio-assistenziale (Istituzionali o Private) per un max di 20 ore settimanali/cad e 240 ore su 3 mesi. I corsisti verranno impiegati in mansioni attinenti alla qualifica per mettere alla prova direttamente sul campo le competenze- abilità acquisite. Si prevede un tutoraggio dedicato da parte dello psicologo/ counsellor, che si occuperà di monitorare l’andamento dell’inserimento soprattutto dal punto di vista dinamico-relazionale e svolgerà in tal senso funzione di supporto all’allievo e di filtro con il contesto nonché di referente per i Soggetti Ospitanti.
Pagine totali: 26
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