Scritto ieri:

L'unica capace di giudicare è la parte in causa, ma essa, come tale, non può giudicare. Perciò nel mondo non esiste una vera possibilità di giudizio, ma solo il suo riflesso.

Franz Kafka

Progetti e interventi del CLU
Ott 20
Riflessioni in vista dell'incontro a Genova del Clu

di nicola pasa

Due fatti mi hanno molto colpito negli ultimi giorni. Due fatti che mi hanno fatto riflettere sulla reale percezione dell’opinione pubblica rispetto al disagio mentale, al di là del lavaggio del cervello operato dai mass media soprattutto in occasione di fatti di cronaca nera particolarmente eclatanti dove immediatamente viene citato il fatto che “il soggetto pare fosse in cura da tempo presso i servizi di salute mentale…”
Questi due fatti sono:

- aver assistito presso un ospedale milanese alla proiezione di interviste fatte da utenti, per conto di una loro propria TV semi-autogestita, tra la gente comune. Domande tutte inerenti al disagio mentale, ad esempio cosa ne pensa della malattia mentale, se conosce qualcuno con questo problema, come si comporterebbe se un suo vicino soffrisse di questi disturbi, secondo lei si può guarire da una malattia mentale, e così via. Con mia grande sorpresa, vista l’ambientazione (Milano come sapete è amministrata da molti anni dal centrodestra) che avrebbe fatto presupporre diffidenza e sospetto, dalla quasi totalità delle risposte si evinceva che appunto come dicevo prima nonostante il bombardamento dei mezzi di comunicazione, l’opinione pubblica in realtà è molto meno ostile e retriva di quanto comunemente si sia portati a pensare, anche in una grande metropoli.

- Il secondo fatto è stato uno delle tante iniziative per celebrare il 30° anniversario della legge 180. Un’iniziativa svoltasi a Savona che consisteva in una marcia per le vie della città che ha visto una vasta partecipazione. Ma la cosa più importante è stata l’organizzazione dell’evento, con il coinvolgimento di negozianti di vari generi alimentari e non, per conseguire il montepremi necessario a gestire la lotteria che ha rappresentato il clou della giornata. Anche qui di nuovo sono stato piacevolmente sorpreso dall’empatia creatasi tra operatori e utenti da una parte insieme e i negozianti dall’altra. E’ stato deciso per l’anno prossimo di ripetere questa iniziativa, che quindi andrà al di là della “sbornia” per il famoso trentesimo anniversario.

Questi due fatti, forse poco significativi quando esaminati razionalmente, dovrebbero farci riflettere, come utenti, sulla possibilità, sulle potenzialità e sull’impatto che potremmo avere sulla società in senso lato, usando le parole di Ron Coleman, qualora dovessimo prendere iniziative atte a coinvolgere il maggior numero di persone possibili. Penso ad esempio ad iniziative di contrasto verso le scelte in direzione ostinata e contraria (chiaramente mi riferisco ad atti e leggi dell’attuale parlamento) rispetto alla nostra condizione attuale di utenti, e perché no, anche operatori “impegnati” che temono passi indietro da queste iniziative legislative. Non abbiamo paura di essere orgogliosi di chi siamo e cosa siamo, apriamoci ad alleanze con associazioni, volontariato e chi più ne ha più ne metta, ma soprattutto, secondo me, al di fuori delle finestre di questo albergo dove noi ci riuniamo ci sono una città e un mondo popolati di persone che hanno ben chiaro che un problema di salute mentale sta dietro l’angolo ad ogni svolta della vita dei cosiddetti normali.

Angelo Arecco

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Set 09
Verso il quarto incontro

di nicola pasa

Per riaprire un po' la discussione sul Clu prossimo venturo inserisco due interventi di stampo sessantottino di Chiara Sbardella inviati di recente.

Diciamo che forse noi siamo doppi, come del resto siamo sempre stati doppi

Il personale e il politico.

Si diceva anche il personale e’ politico, perche’ fare politica vuol dire fare delle scelte

Per cui anche se le mutande le compri rosse o blu e’ una scelta

Ma robe da matti, infatti anche io lo sostenevo.

Pero’ oggi il personale per quanto riguarda la salute mentale e’ la nostra malattia

Quindi se 1 piu’ 1 fanno 2 la nostra politica e’ sulla difesa della nostra parte debole.

La quale per rafforzarsi ha bisogno di confrontarsi con altre parti deboli e con chi

Conosce bene queste parti.

Ha bisogno di affettivita’ che la moderi

Ha bisogno di lotta per eliminarla,e poi c’e’ il Mondo per cui sul nostro malessere si intasca un mucchio di soldi

Ma in contro parte non ci da’ dignita’ e rispetto

Vedi SPDC

Non ci da’lavoro

Le borse lavoro sono al massimo di 3oo euro

Ci da’ delle pensioni da schifo.

Non ci da’ case

Non ci riconosce nemmeno ,il lavoro e lo sforzo enorme di volonta’

Di guarire

Figuriamoci poi aiutare qualcun altro a guarire.

Insomma oggigiorno credo siamo diventati veramente doppi.

 

 

Sono andata sul sito del forum alle regioni e alla regione Liguria, io sono chiara sbardella

Ho trovato tutto il vario dibattito.

Ecco nessuno parla SOLAMENTE di persona.

Allora cos’e’ per me il clu, un insieme di persone con un bagaglio vivo di malessere,

questo malessere non e’ etichettato es: psicotico o caratteriale.

Ogni persona e’ diversa dall’altra ed ha un luogo dove  confrontare il proprio disagio.

Esattamente come Lia per cui l’SPDC e’ andato ad hoc come dice lei: non ha mai visto un paziente legato, neanch’io, ma Alice si’ e sulla sua pelle.

Nessuno pero’ parla  di cure ad hoc per la propria persona o per quella persona, tutti a vederla da un punto di vista legislativo.

OK anche questo serve, ma obiettivamente devo confessarlo io gli operatori gli psicologi e gli psichiatri li vedo dall’altra parte della barricata.

Perfino i genitori.

Insomma ci lasciate un po’ in pace senza ,come si dice qua in Liguria, leggerci la vita.

Tengo moltissimo all’autonomia del coordinamento e all’empowermwnt del coordinamento che poi vuol dire avere idee

da portare da confrontare, metodi, richieste ,affermazioni.

L’ho buttata la’ spero di leggere qualcosa su questi miei scritti.

 Chiara Sbardella

 

Nota: possono commentare solo gli utenti liguri