Borderline: la differenza tra illuminazione e psicosi
di nicola pasa
08 07 09s stefano magra sp
mi introduco :
LSF buongiorno e sono sempre borderline, visto che il mio primo articolo non sembra aver sortito l’effetto desiderato, cioè aprire una discussione su cos’è realmente il cosiddetto disturbo borderline di personalità – (molti sembrano pensare che sia solo un altro modo per rompere le scatole al prossimo)-pubblico ora la traduzione di un seminario da me scritto e discusso in un istituto sperimentale in Olanda. Questo lavoro nasce nella mia maturità e sulla mia maturità, quando cioè avevo acquisito l’”insight” sul mio disturbo e cominciato attivamente a cercare delle stategie di auto aiuto e auto contenimento della mia debordante personalità. Seminario del terzo anno del Humaniversity Therapist Training anno 2003 egmond aan zee De Nederlands. Titolo assegnatomi dai trainers:
BORDERLINE: LA DIFFERENZA TRA ILLUMINAZIONE E PSICOSI
Secondo il DSM IV più del 2% della popolazione mondiale potrebbe essere diagnosticata come borderline, questa definizione si riferisce ad un disturbo di personalità caratterizzato da tre o più delle seguenti caratteristiche: -relazioni affettive difficili e turbolente aggravate da un terrore costante, giustificato o no, di essere abbandonati -forti e repentini cambiamenti di umore che portano ad una permanente instabilità -difficoltà a contenere la rabbia e altre forti emozioni che porta a esplosioni irrazionali
-abuso di sostanze come droghe alcool e cibo spesso in contesti suicidali autolesivi ed automutilanti -comportamenti trasgressivi e rischiosi come guidare pericolosamente, sesso casuale, infrangere le regole e le leggi o più genericamente "stare sopra le righe"
-senso dell’io fragile e frammentario, identità labile -possibilità di sperimentare stati pre-psicotici o decisamente psicotici per brevi periodi quando sotto stress, come senso di irrealtà e spersonalizzazione deformazioni visive uditive cinestetiche.
Io sono stata diagnosticata come "borderline" più volte nella mia vita a partire dall’ età di quattordici anni. In quel lontano periodo amavo soggiornare nelle istituzioni psichiatriche, a volte calcavo pure la mano per essere ricoverata nei reparti dei più gravi,dove mi sono fatta una considerevole esperienza in fatto di stati alterati di coscienza....o di incoscienza ......Sapevo che cercavo qualcosa ma non sapevo cosa..... All’età di diciannove anni, completamente confusa, nel corso del mio terzo viaggio in india, nel 1974, ho incontrato Bhagwan Shree Rajneesh. Per la prima volta la mia mente si è fermata, si è arrestato il suo frenetico questionare e un senso sconosciuto di pace ha riempito la mia anima; finalmente certa di possederla un’anima e di appartenere all’universo intero. Questa era l’emanazione di un essere seduto davanti a me che respirava parlava e mi sorrideva amabilmente.....
Le mie domande stavano trovando una risposta, non ero più solo a sbattere contro i muri....Una pura intelligenza era lì davanti a me perfettamente a suo agio nel suo corpo ,in perfetta unità con la sua lucidissima mente, trasmettendo un senso di armonia con se stesso che non escludeva nulla . Io ero eccitatissima perché avevo finalmente la prova vivente che è possibile, naturale e salutare includere tutte le parti del sé senza naufragare negli stati di dolore e angoscia che io avevo tanto spesso sperimentato. Il caro prezzo della "conoscenza" estorta valicando i limiti della mente ordinaria negli stati alterati indotti dalle psicosi e dalle droghe è pagato in gran parte dal corpo fisico che viene abusato, negletto e a volte addirittura torturato:è comune nei disordini mentali l associazione con problemi alimentari, percezioni distorte del proprio corpo, malattie psicosomatiche e vite altamente traumatiche o prematuramente interrotte. Lo scopo di questo seminario è di puntualizzare la differenza tra uno stato di luminosa realizzazione di sè ed uno stato di esaltazione psicotica o maniacale .Questo implica che ci siano anche delle somiglianze... Il mistico Osho amava dire che un pazzo è caduto diciamo per caso fuori dal livello ordinario di consapevolezza mentre un mistico è saltato fuori di sua spontanea volontà, sfidando con ciò le regole della cosiddetta realtà,liberandosi dei condizionamenti sociali senza perdere il contatto con la propria unità corpo e mente anzi rafforzandola....cosa che una persona caduta fuori dal comodo nido delle convenzioni, isolata ed osteggiata non può certo facilmente riuscire a fare.... Una persona psichicamente disturbata può avere grandi visioni e forti intuizioni ma ben difficilmente riesce ad esprimerle chiaramente e ancor più difficilmente riesce a renderne partecipi gli altri. mentre un essere realizzato può parlare di temi piuttosto astrusi ma l’ ascoltatore vi scopre una familiarità che attiva il suo interesse. Un altro punto di differenza è che ,citando A.Maslow, dopo un esperienza di picco di tipo superiore, senza senso morale, l individuo si sente ricaricato e riconfermato nella sua vacanza positiva mentre dopo un episodio psicotico o maniacale si verificano prevalentemente stati di confusione depressione caduta della capacità di responsabilità con conseguente disistima e negatività .La mia ipotesi, ancora fumosa, è che l’ impulso alla base di una radicale ricerca esistenziale sia biologicamente simile ad un crollo psicotico ma che sia l’intervento di una metodologia cosciente che previene nel primo caso quella serie di conseguenze che nel secondo caso rotolano verso il caos. Tutte le religioni parlano della notte buia dell’anima e delle rivelazioni degli archetipi ma per una mente immatura dove l‘io è frammentato e debole una simile incursione nell’ inconscio è semplicemente devastante, mentre in un contesto adeguato può evolversi in un fattore positivo anzi altamente apprezzabile. In Oriente ,dove la scienza dell’illuminazione è ben più avanzata che da noi, i matti vengono trattati come incoscienti inviati di dio mentre da noi i mistici sono dileggiati e trattati da matti.
Io penso che una maggior conoscenza della relazione tra illuminazione e stati alterati di coscienza potrebbe portare interessanti sviluppi.
Posso riassumere questo seminario dicendo che l’illuminazione è un flusso ininterrotto dell’ essere dall’anima al corpo con un funzionamento pertinente delle emozioni in cui la mente svolge armonicamente le sue funzioni cognitive e coordinatrici. La nevrosi cioè lo stato in cui vive per la maggior parte della propria vita la stragrande maggioranza del genere umano è uno stato in cui l’ esistenza dell’ anima diventa un fatto oscuro e discutibile il puro flusso dell’essere si interrompe e la mente prende il controllo diventando una specie di poliziotto ottuso la psicosi o il disturbo mentale grave avviene secondo la mia per niente autorevole teoria ma suffragata dalla mia esperienza personale,quando la mente non riesce più ad arginare stimoli contradditori ed il legame emotivo tra corpo e mente è scisso.
La personalità borderline si colloca in qualche modo sul punto di rottura: c’è un grande potenziale non riconosciuto nella consapevolezza e nella familiarità con quei territori di confine in cui la mente tesa come una corda di violino percepisce l assoluto e l attrazione morbosa per la morte che caratterizza questo disturbo ha una grande componente mistica. Io penso infine che in questi tempi un cui tutto scricchiola e la grande impalcatura della società occidentale comincia a rivelarsi una conchiglia vuota, nuovi modi di vivere devono essere inventati e la via per trovare delle risposte valide ai grandi quesiti esistenziali che siamo tutti chiamati a fronteggiare passi molto vicino a quel confine dove ho vissuto tutti questi anni sentendomi una specie di solitario cavaliere dell’ apocalisse per di più donna e madre in no man land.
Ringrazio la Human university per l opportunità che questo seminario mi ha dato di mettere in parole il mio pensiero e per avermi offerto uno spazio protetto dove esplorare me stessa. LSF

