di angelo arecco
TESTIMONIANZA DI JACQUI DILLON, PRESIDENTE DELLA RETE INGLESE DEGLI UDITORI DI VOCI (INTERVENTO AL 1° CONGRESSO MONDIALE DI MAASTRICHT (17-18 SETTEMBRE 2009)
- traduzione di Angelo Arecco - TESTO SCARICABILE dal sito www.parlaconlevoci.it -
C’era una volta una bambina, una bambina qualunque, che come tutti I bambini nacque con tutti i bisogni umani primari: il bisogno di essere nutrita, tenuta al caldo e al sicuro. Come tutti I bambini, aveva bisogno d’amore ed empatia per poter prosperare, crescere e soddisfare appieno le sue potenzialità, come tutti i bambini si meritano.
Ma come capita ad ognuno e a tutti quelli nati in questo magnifico e misterioso universo, la natura arbitraria di venire al mondo in una determinata famiglia è un fatto puramente casuale e come molti bambini, troppi bambini di questo mondo, la bambina purtroppo ha la sventura di nascere con dei genitori I quali sono semplicemente incapaci di provvedere persino a queste sue necessità fondamentali. Ciò deriva dal fatto che i suoi genitori sono essi stessi null’altro che bambini feriti e spezzati, frustrati e travagliati, racchiusi dentro a corpi di adulti onnipotenti, camuffati l’una da madre e l’altro da padre.
Quando la bambina per la prima volta guarda dal basso verso l’alto gli occhi di sua madre in cerca di un’immagine di sé, per sapere di essere reale e di esistere, ed infine di sentirsi sicura in questo grande mondo che la spaventa, si trova ad incrociare uno sguardo fisso, freddo e ostile. Poiché quando la madre guarda dall’altro verso il basso questo scarto di umanità che è la sua piccolina, lei non vede quanto è bella ed innocente, bensì la sua stessa impotenza, vulnerabilità, i suoi stessi bisogni insoddisfatti. Tutte queste cose sono quelle che la madre disprezza e non vuole che distruggere, calpestare ed annientare. La piccola allora si mette a piangere disperata dal terrore e protende la manina verso quella donna, la mamma, e per tutta risposta quest’ultima si mette a ridere e morde quella manina, proprio come in passato sua madre aveva fatto a sua volta con lei.
La madre si carica la bimba sulle spalle ed insieme discendono in profondità sino agli inferi, un luogo nel quale verranno commessi I più indicibili atti di orrore. Gli inferi sono abitati da molti demoni, mostri e streghe della peggior specie. La donna mostra l’oggetto che possiede, la bimba, ad un uomo che non può essere che il diavolo in persona. Poi entrambi ridono profanano la bimba e la derubano della sua innocenza.
Il dolore, lo choc e il terrore sono insostenibili per la bambina, che viene tradita e sfruttata da coloro che hanno il compito di proteggerla. Non esiste possibilità di fuga, non esiste alcun salvatore, non c’è nessuna luce alla fine della galleria. Per tutto il tempo, la bimba continua incessantemente a ripetere a sé stessa: “Io non sono qui; non è a me che succede tutto questo; io non sono in questo corpo”. D’un tratto la bimba è sottoposta a una terribile pressione che le monta nella testa, mentre il bisogno urgente di fuggir via cozza contro l’orribile presa di coscienza della propria impotenza, e allora… BUM! C’è un’enorme esplosione e la sua minuscola mente si frantuma in mille pezzettini. Serenamente, la bambina inizia a fluttuare nell’etere e con estrema calma volge il suo sguardo da un punto altissimo verso quella stupida bambina rimasta ad urlare laggiù, negli inferi. Compatisce la patetica creatura, tuttavia lei non può affatto ritenersi responsabile nei confronti di chi non è in grado di aiutarsi da solo.
La bambina abita un mondo duplice. In uno di questi, è una bambina normale con genitori normali, dotata di talento e che frequenta la scuola, gioca con le sue amiche e che adora ornarsi i capelli di nastri colorati. Nell’altro mondo, è una sporca puttanella, sgradevole e cattiva, trattata con crudeltà e disprezzo da tutti quelli che riescono a metterle addosso le loro luride manacce.
Tutto quello che ha se lo è meritato. Viene ripetutamente minacciata che se mai osasse raccontare a chiunque di ciò che succede negli inferi, allora verrà rinchiusa in prigione con l’accusa di aver commesso i crimini più nefandi, oppure che tutti penseranno che sia matta per relegarla in manicomio per sempre, gettando via la chiave; nessuno le crederà mai. Oppure, ancora, che i demoni e le streghe riusciranno a trovarla, la scoveranno comunque, le daranno la caccia in modo forsennato e uccideranno lei, i suoi bambini e chiunque, essere umano o cosa, che lei ami. Per quanto possibile lei lo possa agognare, non c’è per lei alcun luogo sicuro, o salvatore che venga in suo soccorso. Quindi, lei fa proprio quello che molti bambini sono costretti a fare, cioè sopravvivere nel miglior modo possibile.
Le strategie di sopravvivenza che lei inconsciamente sviluppa sin da bambina creano in lei un’illusione di controllo, un’illusione di poter avere un qualche tipo di possibilità di agire su quello che le succede. Nonostante la sua abietta impotenza, utilizza tutte le risorse disponibili in quel momento (mente, corpo e spirito) e lotta per aver salva la vita.
Allora inizia a sentire delle voci: voci che parlano a lei e di lei, che la confortano, proteggono e la fanno sentire meno sola. Con il passare del tempo, queste voci la controllano e la terrorizzano ma nello stesso tempo la aiutano a rimaner viva. Una delle prime voci che sente è quella della “grande madre”. Costei è una figura materna potentissima, bellissima e gentile, una figura benefica che è sempre presente per confortarla e rincuorarla. La grande madre è una delle più geniali invenzioni della bambina, poiché lei è una bambina intelligente, tuttavia lei mantiene molto a lungo questo segreto persino a sé stessa. La grande madre riveste un ruolo centrale nel sostenere la ragazza e farla sopravvivere con la sua intatta umanità e la grande madre permette anche alla ragazza di divenire una madre amorevole e compassionevole verso le figlie che avrà, quando verrà il momento.
Il suo corpo diventa il locus del suo orrore e del suo bisogno, poiché non esiste altro posto per esprimerlo, non c’è nessuno che possa essere messo al corrente. Inizia a tagliarsi e a sbattere la testa contro il muro, lacerarsi, in tutti i modi che riesce a scoprire, di dar sfogo in modo sicuro alle sue angosce. Non richiama attenzione su di sé. Lei non fa male a nessun altro. Nessuno può toccarla. Il suo rapporto col cibo diviene un viaggio di misteriose avventure, durante il quale scopre di possedere poteri speciali. Infatti, controllando ciò che mangia, mangiando oltre misura, costringendosi a vomitare e a lasciarsi morire d’inedia, lei diventa l’ideatrice di molti meravigliosi trucchi, giochi di prestigio che la fanno sentire in una posizione di maggior controllo in un mondo che è pieno di terribile crudeltà ineluttabile e assolutamente arbitraria. Per una volta, riesce ad ottenere il controllo del proprio corpo. Può disporne a suo piacimento. E’ lei la padrona del proprio universo.
La sua creatività si estende al di là del suo corpo e raggiunge il mondo. Adora scrivere storie e poesie, il disegno e la pittura, e leggere quanti più libri possibili, tutti quelli su cui riesce a posare le sue piccole mani. I libri le permettono di accedere ad altri mondi, mondi in cui esistono possibilità illimitate. Nel regno della sua immaginazione, i personaggi e le storie dei libri la affascinano e la incantano, si riempiono di significati fino al punto da poterli interiorizzare in sé stessa al fine di sentirsi meno sola. Il mondo continua a preservare un po’ di magia e di meraviglie. Il suo senso della giustizia è sempre presente e arde come una fiamma nel suo cuore, inestinguibile. La ragazza sogna un mondo dove un giorno si sentirà al sicuro, libera e amata.
Alla fine riesce a fuggire dagli inferi dopo molti anni tormentosi. Ciò avviene quando la ragazza diventa donna. Possono averle spezzato la mente e il corpo ma, grazie al Cielo, il suo spirito è ancora intatto. Lei stessa a questo punto ospita una moltitudine di personaggi e ciascuno di costoro hanno la propria parte da recitare per poterla aiutare a sopravvivere. Lei non si rende ancora conto di questa cosa, poiché lei sente le loro voci e talvolta le capita di intravederli nello specchio, ma fa comunque del suo meglio per nascondere la loro esistenza sia a sé stessa che a chiunque altro. E’ esperta nel riuscire ad abitare svariati mondi ed è anche abituata a mantenere i segreti ben chiusi dentro di sé. Le voci dei diavoli, delle streghe e dei demoni insieme a quelle dei bambini ancora intrappolati negli inferi echeggiano nella sua mente anche molto tempo dopo che il peggio è passato, e sono ancora lì a rammentarle cosa questi esseri mostruosi le faranno se mai dovesse parlare di ciò che le accadde. Quindi lei rimane in silenzio.
Un giorno, dopo molti anni, accade un miracolo e adesso la ragazza di allora è seduta e guarda gli occhi della sua bambina appena nata. Questa bambina è stata molto desiderata e voluta e la madre è come esterrefatta dalla bellezza e dalla perfezione di questa minuscola creatura. Per la prima volta nella sua vita, il corpo della ragazza ha fatto qualcosa di cui potersi sentire orgogliosa. Sorride alla piccolina e soffonde amore nei suoi occhietti e la bambina sa di essere reale e di essere amata. Sa di sentirsi al sicuro in questo grande e spaventoso mondo.
Senza preavviso, questa scena idilliaca viene invasa dai demoni provenienti dal passato. Le voci della ragazza si moltiplicano e si intensificano dicendo cose che la turbano e spaventano. Allora inizia a vedere orrende immagini di abuso, tortura e morte. Le può anche sentire nel suo stesso corpo. Segni e lividi le compaiono sulla pelle come stimmate. Inizia a tagliarsi spesso nel tentativo di appagare il diavolo, ma senza alcun effetto. Lui non è mai soddisfatto. Allora la madre si convince del fatto che qualcuno cercherà di fare del male a lei e alla sua piccola in quanto lei sa quanto può essere pericoloso il mondo per i bambini piccoli. Diventa intensamente paurosa e terrorizzata al pensiero di uscire di casa, nel caso in cui qualcuno cercasse di rapirle e trascinarle negli inferi per ucciderle. Ha paura di impazzire come ha sempre pensato di dover fare, come le hanno sempre detto che sarebbe successo. Abita un mondo duplice. In uno di questi è una madre devota, con uno stretto ed intimo vincolo affettivo con la sua bimba, che allatta al seno su richiesta e tuttavia sa che in quei momenti la sta contaminando con tutti i veleni di cui il suo corpo è intriso. Si vergogna profondamente di sé stessa per essere un simile scherzo di natura e inizia a percepire che non esiste via di fuga dagli orrori del passato. Non vede via di uscita eccetto togliersi la vita ma non riesce a sopportare l’idea di lasciare dietro di sé una piccola orfana di madre.
Disperata, chiede asilo in un posto che deve costituire un rifugio per lei. Spera di trovare sicurezza e sostegno per sé e per la sua preziosa creatura e crede che chiedere aiuto sia un atto responsabile e saggia. Forse quando dirà loro di quello che le è successo giù negli inferi essi potranno persino congratularsi con lei per gli sforzi fatti. Sicuramente essi vedranno quale magnifico successo ha ottenuto nel fare tutto quel cammino da sola.
Streghe, diavoli e demoni cercano allora di zittirla, di tacitarla con le loro malefiche minacce, tuttavia lei riesce ad iniziare a parlare coi guardiani del cancello del manicomio, che la rassicurano di essere uomini istruiti, dei veri guaritori, e a raccontare dei bambini che hanno sofferto negli inferi. Con sua grande sorpresa, però, quegli uomini confermano le parole del diavolo: gli inferi non esistono. Che lei è pazza. Che è malata. E’ nata con qualcosa di sbagliato. Lei si sente come schiaffeggiata, presa a calci dopo essere stata sbattuta a terra, nuovamente abusata. Questo è un vero e proprio insulto alle sue ferite. E’ furiosa dalla rabbia e deve trattenersi per non fare a pezzi quei guardiani. Questa realtà è sufficiente a far impazzire chicchessia. Quel posto dove lei pensava di trovare un rifugio in realtà sta quasi per gettarla di nuovo nell’abisso, e una volta per tutte.
E’ già fuggita una volta dall’inferno (dopotutto lei è una guerriera) e usa tutti i mezzi che reputa necessari per ingannare e sfuggire dai guardiani. Una volta liberatasi corre quanto più velocemente possibile e riesce a tornare dalla sua bambina. Poi se la stringe forte al petto e affannosamente riprende fiato. Non c’è alcun rifugio, tuttavia non si perde d’animo. E’ venuta sin qui. E’ una donna in missione. Un giorno gliela farà vedere a tutti.
Dopo aver cercato a lungo, riesce finalmente a incontrare gente davvero saggia, anime coraggiose che hanno la forza e l’integrità di testimoniare la sua verità. Per quanto costoro soffrano nel sentire I suoi racconti degli inferi, essi la ascoltano in silenzio e sentono le terribili sofferenze cui sono sottoposti tanti bambini. Insieme percorrono una lunga strada tortuosa a ritroso verso gli inferi, dove può aver luogo un processo di verità e riconciliazione, di ascolto, di apporto di testimonianza e di affrontamento degli orrori del passato. Il mondo non sarà più lo stesso di prima per loro, poiché essi hanno visto gli inferi. E anche sebbene lei sia uno scherzo di natura essi la amano e la rincuorano. Poco a poco la donna inizia a sentirsi umana. Inizia a sentirsi reale.
Scopre di non essere sola quasi nello stesso modo in cui ha sempre saputo di esserlo. Inizia ad accettare il sostegno come un atto di coraggio ed impegno verso la vita e il futuro. Solo allora può cominciare a rimpiangere sinceramente tutto ciò che ha perduto. Non sapeva fosse possibile piangere tutte così tante lacrime. Gli altri continuano a tenerla con loro.
La più profonda presa di coscienza avviene in lei gradatamente, diventando sempre più evidente col passare del tempo. Poi, un giorno, improvvisamente si rende conto di ciò che in cuor suo ha sempre saputo. Le sue voci sono qualcosa di più che semplici voci. Sono molti e diversi sé, con nomi differenti, età, esperienze, sentimenti, identità; dei sé dissociate che diventano rappresentazioni interiori del suo mondo esteriore. Anziché cercare di sradicare queste diverse parti di lei anche se talvolta la spaventano, lei comincia ad accoglierle. Ciascuna di esse è una parte della sua interezza. Lei comincia ad ascoltarle e a capirle e le saluta con compassione e comprensione. Con suo compiacimento, le voci cominciano ad insegnarle I misteri della guarigione, dell’alchimia e della magia. Poco a poco lei prova meno vergogna di essere chi è ed inizia a meravigliarsi di quanto è stata creativa nello sforzo di sopravvivere agli orrori degli inferi. A volte le sembra di aver creato un capolavoro.
D’altra parte, trova difficile comprendere un mondo che spesso per lei è privo di senso, un mondo corrotto e pazzo che spesso sfrutta i deboli e protegge i potenti. Con tutto quello che sa, che ha visto e ha appreso, non può limitarsi a guardare e lasciare che le cose succedano. Se deve essere una parte del mondo, allora deve fare quello che può per renderlo un posto dove lei possa realmente abitare rimanendo sana di mente.
Inizia a incontrare altre persone, bambini guerrieri, uomini e donne impazziti, compagni di viaggio che sono sfuggiti dagli inferi o altri tipi di inferno, così come ribelli e rinnegati, portatori di verità, pionieri e combattenti per la libertà, tutti insieme in cammino lungo il suo stesso sentiero, in cerca dello stesso genere di giustizia. Anch’essi sentono di avere una responsabilità collettiva di esporre la verità e non permettere che ulteriori ingiustizie vengano perpetrate. Essi capiscono che rimanere in un angolo e in silenzio equivale ad essere complici. Essi sanno che la libertà non viene mai concessa liberamente da chi detiene il potere: si deve combattere per averla. Essi comprendono che solo la verità ci renderà liberi.
Dopo un lungo ed arduo viaggio durato molti, molti anni, la ragazza finalmente capisce di essere arrivata a casa. Adesso è al sicuro, è libera, è amata. Ostenta le sue cicatrici di guerra con orgoglio. Può ancora sentire gli echi del passato ma si considera fortunata. In molti sensi lei è benedetta. La sua vita e tutto ciò che ha fatto per arrivare sino a qui, è un trionfo.

