Crea sito

Borderline: il dolore incompreso

 
È passato un pò di tempo da quando ho iniziato ad elaborare le mie riflessioni sul dpb.
All’inizio i passi erano incerti, capire in che direzione andare, che desse un senso a questo percorso di conoscenza, utile a quanti ne soffrono e come dico spesso, a quanti li amano.

Non ho mai spiegato il titolo: il dolore incompreso.

Non è la somma delle innumerevoli croci comportamentali che il border deve portare. No, la sofferenza è altra, ed è lo stare continuamente in bilico tra delirio e lucidità.
È impazzire e rendersi conto di esserlo stato un attimo prima, senza poter fermare il fiume di rabbia e frustrazione che spesso lo sovrasta, che come una piena distrugge tutto nel suo percorso.
Basta un niente, un situazione frustrante e tutto ricomincia.
Nonostante il percorso terapeutico, nonostante i farmaci, gli sforzi, nonostante tutto.
Ed ogni volta egli si ritrova ai piedi della montagna e deve ricominciare a credere di potercela fare, di arrivare alla vetta, alla serenità di una vita priva di paure. Ad una vita nella quale lui possa credere in se stesso e bastarsi.
Lo psicotico ha un grande “vantaggio” rispetto al border, è sempre nel delirio. Non deve fare i conti con gli eventi distruttivi da lui provocati nelle relazioni. Lo psicotico ha il suo mondo e non lo condivide con nessuno.
Il border è costretto a tornare, e nel ritorno, dopo il tonfo per terra, si ritrova pieno di sensi di colpa, vergognoso a chiedere scusa. Ma scusa di cosa? Di avere sofferto come un cagnaccio senza tana?
Camminando avanti e indietro senza trovare pace al delirio? Di questo deve chiedere scusa, o di essere tornato alla realtà?
°°°A sentirsi un niente, perché dopo, rimane solo la consapevolezza di essere stati in un posto dove la rabbia trova motivo di essere: nel posto dei temibili ricordi, che richiedono di essere pacificati. Richiedono il perdono.
Ma la rabbia regna.
Questa è la vita del borderline. In bilico.
Se ci pensate bene il border chiede continuamente di essere perdonato. Insaziabilmente, come se dovesse espiare chissà cosa. Confonde il perdono con l’essere amato.
Amami perchè ho peccato..
….Ma quando riesce a trattenere la lama che vorrebbe calare, anche solo un poco, che grande vittoria. Che rivincita su se stesso. I passi divengono sicuri, le gambe ben salde.
La vetta, vicina.

Sulla sofferenza mentale non si parla mai abbastanza, libri su libri, il male oscuro di qua, di là , su, giù. Ma lo avete mai chiesto che cosa sia, o cosa sia stato ad un che lo ha provato?
A quello che meditava sul terrazzo.” Vado giù o resto ancora un po’?..”.
Ai finti sani del sabato sera che devono calarsi di tutto pur di non sentire quello che hanno dentro: il nulla.
C’è tanto disagio attorno a noi, senza essere dei borderline, una sofferenza pudica, che con classe si cela ad occhi indiscreti.
La persona con disturbi relazionali, beh lo dice il termine stesso: relazionali. Quindi si trattava di una relazione all’origine dei successivi disturbi. Chi ha deciso in quella relazione i ruoli, che si giocheranno nella vita adulta del border. Il border? No, non credo proprio.
Ma ogni borderline ha la sua storia ed in comune con la categoria credo abbia solo quella malefica predisposizione innata a regredire per rispondere agli stimoli dell’ambiente con risposte emotive, affettive, primitive, Dove l’oggetto è ancora scisso in buono o cattivo, eternamente.
Dove la cognizione ed il ragionamento che dovrebbe fondere le parti scisse è inesistente.
Credo davvero vi sia una predisposizione innata a quanto detto sopra, diversa per persona; tale predisposizione porterà alla probabile, o non, comparsa del dpb, compresa la gravità dei sintomi.
La questione si fa difficile , quando eventi ambientali favoriscono, perchè potrebbe anche non essere così prepotente e restarsene nascosto e quieto. In latenza.
Le relazioni, i traumi, le perdite affettive.
Sfortuna.
Tutto qua, alla fine sono solo una serie di fattori casuali sfortunati, la famiglia come prima cosa, od eventi traumatici, che facendo crollare l’autostima permettono l’emergere del disturbo. L’io si indebolisce e parte dell’autocontrollo perso. In questa condizione prevale uno stato costante di angoscia, accompagnato da ansia.
I ricordi si sommano e si fondono. I ricordi sono emozioni.
Una persona con-fusa di ricordi avversi e frustranti, non riuscirà più a cogliere uno stimolo neutro, se non come un nuovo e probabile evento frustrante.
Perché l’evento nel border, essendo elaborato principalmente a livello emozionale non potrà che essere rivestito da tracce menstiche emozionali passate.
Se la capacità logica avesse il suo spazio naturale d’azione le cose sarebbero diverse, ci sarebbe capacità di creare per se stessi un mondo diverso senza dovere andare nel delirio emozionale psicotico.
Invece in questa condizione, quando un oggetto relazionale incontra il mondo border, non vi sarà spazio altro che per la relazione simbiotica fusa con l’oggetto, divenendo automaticamente incapace d’ agire nella realtà per modificarla in modo da avere una vita soddisfacente.
L’oggetto diviene tutto il mondo del borderline, aria e cibo, ed a tale mondo egli deve conformarsi, continuamente, dato che le emozioni per loro natura sono fluttanti d’intensità. Salgono, scendono, determinando delirio o depressione.
Il borderline a differenza dello psicotico patisce, sta molto male per la paura di perdere a causa sua l'oggetto amato, lo spossa di energie vitali. Lo rende sempre più regredito, la scissione in buono-cattivo sempre più automatica. Il disturbo non è costante e con il tempo,e se non curato, si aggrava.
Un altro punto critico: la tendenza automatica /difensiva /alla regressione e poi via... nel delirio infernale.
dal blog

39 commento/i

raskolnikov

08//2/05/0

Io mi limito per ora a gioire della sua felicità espressiva, della qualità della scrittura, lascerò passare un po' di tempo per risponderle su alcuni punti senza entrare nel merito della patologia perché non sono uno psichiatra o uno psicologo ma cogliendo gli squarci di luce sul mondo in cui viviamo che il suo articolo apre.
Grazie intanto per avermi dato il consenso a pubblicare il suo pezzo nel nostro sito.

fernanda

08//2/05/0

Di nulla. la foto è stupenda. Grazie

raskolnikov

08//2/06/0

"Lo psicotico ha un grande “vantaggio” rispetto al border, è sempre nel delirio. Non deve fare i conti con gli eventi distruttivi da lui provocati nelle relazioni. Lo psicotico ha il suo mondo e non lo condivide con nessuno."

C'è una donna che ha scritto un libro che però non ho letto e che probabilmente non leggerò visto che preferisco letture un po' più distaccate dal contingente e più profonde, La schizofrenia non è una malattia e se esistesse io vorrei averla.
Non so se sia sempre così, però io ho conosciuto degli schizofrenici ed effettivamente alcuni di loro non sembrano infelici, tutt'altro, vivono nel loro delirio, parlano con personaggi fantastici, non necessariamente sono distruttivi.
A Sarzana c'era una signora, la chiamavano la matta, quando passava davanti a casa dei nonni mia nonna mi diceva di andare in casa che stava passando la matta. Io spaventato correvo a nascondermi, e poi guardavo dalla finestra. Era una signora bionda, parlava ad alta voce da sola. Mio nonno ogni tanto la salutava. Non ne aveva paura. Perché il nonno le parla se è pericolosa mi dicevo nella mia mente di bambino terrorizzato? Non so se questa donna ha mai conosciuto il manicomio o la "cura" di uno psichiatra, non so nemmeno se fosse felice o infelice, so solo che a volte io restavo vicino a mia nonno quando passava e mio nonno non ne aveva paura, così anch'io non ne ebbi paura.
Chiara, un'amica del clu ha detto una volta: ma se io deliro a voi che ca**o ve ne frega?

raskolnikov

08//2/06/0

C'era un altro personaggio a Sarzana, non so il suo vero nome, ma lo chiamavano Kilometro, Arnaldo, un signore di Sarzana nostro socio ha scritto una poesia su di lui.
Spero di ritrovarla così la metto nel sito.
Comunque Kilometro lo chiamavano così perché camminava avanti e indietro da casa sua a Sarzana, sempre con la sigaretta in bocca.
Camminava e fumava, non so a cosa pensasse, so solo che non ha mai fatto del male a nessuno.
Lui non parlava anche se a volte mi sembrava che la sua bocca accennasse qualcosa, ma non so, non ho mai sentito la sua voce.
Tanti secoli fa, prima del Grande Internamento, il folle veniva affidato alle navi, al mare. Il mito della "Stultifera navis" non era solo un mito, esistevano davvero le navi dei folli. Chissà, se questo bisogno di peregrinare, di camminare incessantemente ha qualcosa a che vedere con quel mito? Chi ha pensato al treno per Pechino aveva in testa questa idea? Del viaggio come rito, del viaggio come terapia?
Il treno è la cosa più ferma che esista. L'elemento acquatico non era accessorio al valore terapeutico del rito, ma quelli erano tempi oscuri, si sa...
Come io ora sono volutamente oscuro.

fernanda

08//2/06/0

In risposta a Chiara io affermerei: Nulla se non fai del male alle persone che ti circondano e soprattutto ti amano.
In certi disturbi, come nel dpb, accade proprio in contario, nel delirio egli svaluta chi lo ama o lo vuole aiutare, per poi rendersi conti di questo e cercare di riparare chiedendo scusa. Ma non basta Nicola, quando tu ferisci i sentimenti e la buona fede delle persone, queste cambiano, si allontanano.
Questa diventa una sofferenza intolllerabile per il border, che lo fa sentire sempre più m... ed incapace di guidare la sua vita verso obiettivi di serenità. Per tale motivo ho evidenziato la differenza tra psicosi e dpb.
Mi auguro questo post possa stimolare riflessioni.
Su "Stultifera navis" , mi hai fatto ricordare un mio amico Stefano Bulfon, che ha composto un pezzo di musica classica contemporanea titolato così. Se ti interessa anche la musica classica prova a cercare sul web, magari lo scarichi e te lo ascolti.
Grazie di nuovo.Fe

raskolnikov

08//2/07/0

Io non parlavo di borderline, ho preso spunto dal tuo post per evocare dei ricordi di persone psicotiche molto conosciute a Sarzana.
Siamo tutti un po' border fernanda, certo non arriviamo ai livelli di autodistruttività o di distruttività delle persone che hanno questo disturbo, però i sintomi che tu descrivi io li vedo diffusissimi a tutti i livelli.
Quella di Chiara era una battuta... fatti una risata fernanda e guarda con meno angoscia al nostro mondo :). ciao

vani

08//2/10/0

Ciao.Prima di lasciare andare il fiume di rabbia che ho dentro e che come dici tu è incontrollabile (e come vedi questo che hai scritto è già un errore enorme da persona "inconsapevole" in quanto lo sto controllando e gestendo adeguatamente, grazie alla pscicoterapia, ai farmaci e alle enormi "palle" che tengo) vorrei porti una semplice domanda? Tu sai cosa si prova se ci si scotta una mano? Si? Ma si perchè l'hai provato o lo immagini attraverso i racconti di chi l'ha provato realmente? Se per caso, e dico per caso...fosse la seconda ipotesi ti comunico che un conto è provare (e quindi si può parlare per esperienza diretta)e un conto è immaginare.Mi spiace dirlo perchè non voglio essere offensiva o sgarbata ma sappi che leggere il tuo post mi ha fatto molto ma molto male e arrabbiare. Tu non puoi generalizzare su una cosa che è vastissima e che ha mille sfeccettature, anche millimetriche ma che creano delle differenze enormi. Io sono border! Ma io posso definirmi con questo termine! Quindi ti prego nel caso in cui tu non avessi una personalità di tipo borderline di non usare questo termine con così tanta leggerezza e disinvoltura facendogli assumere un significato riduttivo,generalizzante e stigmatizzante. Potrei andare avanti a contraddire ogni riga da te scritta a partire dalla spiegazione che dai sulla nostra sofferenza. Mi spiace ma non ci hai proprio preso!Ora mi fumo una sigaretta.Se ti interessa qualche delucidazione o confronto rispondimi. grazie Vani

raskolnikov

08//2/11/0

Ciao Vani (Vanessa?), una volta ho aperto per sbaglio il DSM IV di mia sorella. L'ho chiuso quasi subito perché mi riconoscevo in ogni patologia classificata che leggevo. Ridurre una persona ai suoi sintomi è un errore grave che commettono quasi tutti gli psichiatri o gli psicoterapeuti, per questo le cure che propongono sono inefficaci, loro pensano di avere davanti una serie di sintomi, da medici credono che curando i sintomi la malattia scompare, come del resto accade in genere con le malattie, ma io mi chiedo se si può parlare di malattia mentale in molti casi. La mia opinione, condivisa peraltro da alcuni medici è che i malati mentali siano una minoranza. Non credo detto questo però che un terapeuta debba sperimentare la malattia per agire sulla malattia degli altri. Parlando di border, una mia amica diceva che molti tratti che vengono considerati come diagnostici sono in realtà stili di vita, sono d'accordo. Chi abusa di sostanze o di alcool o di altre cose, non è malato né un vizioso, se si fa del male sono fatti suoi. Se fa del male agli altri sono un po' meno fatti suoi. Ciao

vani

08//2/11/0

Ciao Nicola si Vani sta per Vanessa. La tua risposta l'ho trovata interessante, dici cose giuste, bene o male, ma non capisco che posizione hai preso nei confronti della mia risposta al post di Fernanda.Certo che se facciamo del male alle persone che abbiamo attorno non va bene anzi è una delle componenti del border che detesto maggiormente ma non capisco come fanno certe anzi troppe persone a parlare di cose cercando di spiegarle,analizzarle senza averle provate.Un'emozione non la si può ridurre semoplicemente ad una definizione da manuale.E' riduttivo,incompleto e superficiale.Uguale è il cercare di descrivere la sofferenza che proviamo. Già è complicato farlo per noi che la viviamo figuriamoci come è per chi solo la prova ad immaginare!Lo fa con la testa invece che con il corpo, le emozioni, l'anima.Come fa, sempre senza offesa,Fernanda a parlare della nostra sofferenza con tanta superficialità e dicendo cose errate?Le parole sono armi molto pericolose che vanno usate con molta attenzione sempre ma soprattutto con persone che vivono senza pelle. Ci sono psichiatri che descrivono molto bene ciò che proviamo ma lo fanno sempre in un modo molto attento e consapevole.La mia psicologa mi ha aiutata tantissimo e con lei c'è una forte empatia.Lo so che non può capire quello che provo realmente però so che ci si avvicina molto anche perchè non giudica e non cerca di ridurre il tutto alle nozioni che ha acquisito studiando.Chiariscimi x favore la tua posizione.Sempre se ti va!Ciao

raskolnikov

08//2/11/0

Allora benvenuta Vanessa, non ho preso nessuna posizione nei confronti del post di Fernanda, ho solo espresso bene o male le mie idee come tu puoi esprimere le tue. Le cose che scrive fernanda spesso non trovano accoglienza tra i "border", io non posso che invitarvi a replicare sul sito a quello che afferma, io stesso non mi trovo spesso d'accordo con lei, però ciò non toglie che possa darci dei spunti di riflessione e possa spingervi ad esprimervi e a dimostrare che si sbaglia. Però sarebbe meglio discutere ciò che dice piuttosto che scandalizzarsi od offendersi. Poi a me le persone che si scandalizzano non mi interessano, se qualcuno dice una cosa che non mi piace replico e punto, anche in modo rabbioso. Io mi incazzo facilmente ma non ritengo per questo di essere un border o un malato psichico, mi incazzo perché è il mio carattere e poi perché leggo e sento un mare di cazzate, un mare che mi sommerge, e allora per non annegare alzo la testa e la voce (ma senza megafono).ciao ps se vuoi scrivere sul sito un articolo sul border non hai che da chiedere e ti metto tra gli autori

vani

08//2/11/0

ti ringrazio per il benvenuto ma ti dico che non puoi permetterti di sparare sentenze su persone che non conosci. Io non mi incazzo divento solo un uragano che in confronto katrina non è nulla. Mi hai punto sul vivo e mi sto trattenendo nel linguaggio perchè mi ritengo una persona intelligente , educata e soprattutto che cerca di capire e rispettare le opinioni di tutti. La cara Fernanda non mi ha ancora risposto quindi non trovo corretto parlare di quello che penso delle cazzate che scrive con altri se prima non interviene lei. Io non sono ne scandalizzata ne offesa. Di cazzate ne leggo e probabilmente ne dico anche tante. Però mi incazzo se qualcuno mi etichetta e soprattutto se lo fa una persona che non ritengo consapevole. Esser border non è ne un vanto ne un demerito. E' solo un modo di essere. Bello e brutto conme tutti i vari modi. Bisogna però imparare a rispettare le sofferenze degli altri senza porsi mai al di sopra. Non esistono dii in terra ne in cielo. Mi sembra che sia tu quello che emette sentenze affrettate dettate dal tuo forse eccessivo narcisismo?Come ti senti adesso che una persona che non ti conosce ti sta etichettando frettolosamente e senza aver alcun elemento oggettivo per farlo? Aspetto una risposta a questa domanda.Se Fernanda ne ha voglia io sono sempre disponibile al confronto perchè da tutti si può impare.Però per farlo bisogna avere umiltà, mente aperta e soprattutto tanta pazienza.ciao e naturalmente ti ringrazio perchè mi stimoli molto la mente

raskolnikov

08//2/11/0

Ti rispondo velocemente:
a) visto che non mi conosci e non hai elementi per giudicarmi non posso offendermi
b) quando parlavo di cazzate non mi riferivo a te, parlavo in generale, delle cose che leggo su altri siti o su altri media
ciao

raskolnikov

08//2/11/0

Solo una curiosità, perché usi l'espressione: la cara Fernanda? La conosci?

vani

08//2/11/0

sto per andare al lavoro quindi sarò sintetica anch'io....La tua domanda mi ha fatto sorridere. Hai ragione mi è uscito così...in senso un "pò" ironico ma solo perchè ero leggermente arrabbiata...Per quanto riguarda la questione dell'offendere hai ragione non ti conosco quindi non ti tocco ma non calcoli una cosa...a me non offendono solo gli insulti ma anche l'ignoranza delle persone che sputano giudizi gratuiti. A presto e grazie mi hai fatto davvero sorridere

fernanda

08//2/11/0

Interessante Vanessa, stasera rileggi tutto e rispodero punto per punto.
La collera, che dispendio di energie inutili.

fernanda

08//2/11/0

Rispondo a Vani:
Ciao.Prima di lasciare andare il fiume di rabbia che ho dentro e che come dici tu è incontrollabile (e come vedi questo che hai scritto è già un errore enorme da persona "inconsapevole" in quanto lo sto controllando e gestendo adeguatamente, grazie alla pscicoterapia, ai farmaci e alle enormi "palle" che tengo)

R: bene, ne sono felice per te, ma controllare la rabbia e diverso dal non avere motivi per schiumare di rabbia. Il borderline deve imparare a gestire i motivi, non la rabbia che è una conseguenza del disturbo affettivo...


vorrei porti una semplice domanda? Tu sai cosa si prova se ci si scotta una mano? Si? Ma si perchè l'hai provato o lo immagini attraverso i racconti di chi l'ha provato realmente? Se per caso, e dico per caso...fosse la seconda ipotesi ti comunico che un conto è provare (e quindi si può parlare per esperienza diretta)e un conto è immaginare.

Molti teorici di qualunque disciplina scientifica hanno lavorato su modelli, per poi verificare se la loro ipotesi fosse quanto meno vicina al reale...


Mi spiace dirlo perchè non voglio essere offensiva o sgarbata
R: se inizi già mettendo le mani avanti e perchè forse stai contenendo la sgarberia e l'offesa. Ti rimando alla prima risposta Vani....

ma sappi che leggere il tuo post mi ha fatto molto ma molto male e arrabbiare.
R: mi spiace, non era mia intenzione e di questo non mi attribuisco alcuna responsabilità; se è un problema è solo tuo, se invece lo vuoi condividere.....continua

fernanda

08//2/11/0

Tu non puoi generalizzare su una cosa che è vastissima e che ha mille sfeccettature, anche millimetriche ma che creano potresti specificare i motivi della offesa e dello star male?

delle differenze enormi. Io sono border! Ma io posso definirmi con questo termine!
R: beh, non mi sembra che questa limitazione sia legge di stato. Se voglio usare un termine lo uso. Mi spiace che la cosa toi infastidisca , ma desidero fare così..

R. Io come te, sono libera di esprimermi come meglio credo. La lettura è la tua ed io non voglio cambiare nulla del mio scritto. Border è il diminutivo di Borderline, è solo più corto di persona con dpb.


Potrei andare avanti a contraddire ogni riga da te scritta
R. si mi piacerebbe tu lo facessi; la contraddizione mi stimola invece di farmi arrabbiare; la diversità mi affascina invece di rendermi nervosa o aggressiva

a partire dalla spiegazione che dai sulla nostra sofferenza. Mi spiace ma non ci hai proprio preso!

R: mah, alcuni discordano dalla tua opinione. Se non ci ho preso allora perchè arrabbiarsi tanto, con una che scrive come tu affermi, di cose che non sà se non per sentito dire?
Io se discordo dico: mi spiace, pur rispettando la tua opinione discordo. Perchè è così difficile per te?
Vanessa vediamo se sei capace di confrontarti ora con me senza arrabbiarti..pregherei altri interlocutori di attendere l'esito del confronto prima di intervenire.

fernanda

08//2/11/0

Vanessa:

ma non capisco che posizione hai preso nei confronti della mia risposta al post di Fernanda.
R: Ansia, bisogno di essere sostenuta

Come fa, sempre senza offesa, R: perchè dovrei offendermi, sei tu che nel confronto ti dissoci, o no?


Fernanda a parlare della nostra sofferenza con tanta superficialità e dicendo cose errate?
R: tutto errato o solo alcune cose errate? Specifica se puoi..

Le parole sono armi molto pericolose che vanno usate con molta attenzione sempre ma soprattutto con persone che vivono senza pelle.
R: scusa Vanessa ma stà diventando un alibi manipolatorio questa frase, già l'ho sentita usare da una persona con dpb.
Il problema Vanessa è che qualsiasi parola potrà ledere la tua autostima ed identità.
Di questo mi rendo conto, ma non puoi rafforzare una debolezza organica tenendo in ambiente asettico la persona per tutta la vita
Considerami un vento di scirocco ...

Ci sono psichiatri che descrivono molto bene ciò che proviamo ma lo fanno sempre in un modo molto attento e consapevole.

R: bene , buono per loro Vanessa...
La mia psicologa mi ha aiutata tantissimo e con lei c'è una forte empatia.
R: ne sono felice per te.
Lo so che non può capire
R: presupposto da cosa?
quello che provo realmente però so che ci si avvicina molto anche perchè non giudica e non cerca di ridurre il tutto alle nozioni che ha acquisito studiando.
R: Per una persona con dpb la confusione stà nel decidere se si tratta di opinione o giudizio, la dissociazione...

fernanda

08//2/11/0

Vanessa:
Io non mi incazzo divento solo un uragano che in confronto katrina non è nulla.
R: ma non avevi detto che controlli la rabbia?

La cara Fernanda non mi ha ancora risposto

R: ben 5 risposte, alle quali mi auguro tu riesca a replicare senza l'uragano Vanessa.


quindi non trovo corretto parlare di quello che penso delle cazzate
R: giudizio e pure aggressivo?
che scrive con altri se prima non interviene lei.

Però mi incazzo se qualcuno mi etichetta e soprattutto se lo fa una persona che non ritengo consapevole. Esser border non è ne un vanto ne un demerito. E' solo un modo di essere.
R. fantastico, quasi una tendenza cool. Ma se ti fa stare male come un cane, lo trovi un buon e felice modo di essere Vanessa?


Bello e brutto conme tutti i vari modi. Bisogna però imparare a rispettare le sofferenze degli altri senza porsi mai al di sopra.
R. cioè bisogan seguire le regole del border

Come ti senti adesso che una persona che non ti conosce ti sta etichettando frettolosamente e senza aver alcun elemento oggettivo per farlo? Aspetto una risposta a questa domanda.
R: sei tu che ti sei data una etichetta..

Se Fernanda ne ha voglia io sono sempre disponibile al confronto perchè da tutti si può impare.
R: vediamo se lo sei davvero.
Però per farlo bisogna avere umiltà, mente aperta e soprattutto tanta pazienza.
R: altra regola, se no niente confronto con Fernanda
Ciao
fernanda zanier

alice banfi

08//2/11/0

a Fernanda,comincio con una risposta non mia e pubblico il post per una lettura completa."da Antonello Correale".
Ho questa convinzione molto radicata,che il grande problema con il paziente borderline sia di come starci insieme, cioè quale sia la relazione che si può instaurare con lui o con lei e come si possa convivere con i sentimenti che queste persone ci fanno provare.Questo è, credo, l’aspetto più importante perché noi ci troviamo in un momento della psichiatria in cui siamo tutti a rischio di quella che vi proporrei di chiamare la deriva comportamentistica ossia di porci sempre più il problema di che cosa fare piuttosto che di come farlo e di stare attenti,sempre più spesso,a ciò che i nostri pazienti fanno e non a quello che noi facciamo con loro.Anche nei resoconti clinici, nelle supervisioni, nei dibattiti e nelle discussioni, molto spesso si hanno delle relazioni dettagliatissime su quello che fa il nostro paziente e delle relazioni molto superficiali di quello che facciamo noi.Allora io credo che sia questo il punto più importante: è possibile trasformare il nostro modo di vedere questa persona o meglio ancora identificarsi con l’aspetto basale di questa persona che ci faccia capire come sta al mondo, come concepisce il mondo, come concepisce il rapporto con noi,meglio ancora come sente il rapporto con noi e con il mondo e poi muovere le critiche necessarie e ferme a certi aspetti distruttivi e aggressivi da una specie di condizione di base?
continua sul post.

vani

08//2/11/0

Ciao! Se hai un pò di pazienza rispondo e ribatto a tutto...dammi il tempo di rileggere con calma. Wow! questo confronto mi stimola da dio! grazie

fernanda

08//2/11/0

Vanessa; tutto il tempo che ti serve. Ciao.

vani

08//2/12/0

Ciao scusa se non ho ancora avuto il tempo di risponderti in modo esauriente ma devo ammettere che è un pò anche colpa di Alice perchè ho letto e riletto il suo post (Correale fantastico e come ho detto a lei aspetto con trepidazione il tuo commento)e sicuramente molti punti li ha snodati decisamnete meglio lei di me su cosa intendevo dire. Comunque c'è una domanda che vorrei farti...Perchè rispondi tu per Nicola? Ad esempio quando chiedo a lui come si sente ad esser etichettato perchè commenti tu? E lo fai in tanti altri punti e non capisco proprio. Anche quando parlo di uragano con Nicola è riferito a quello che mi ha scritto lui. Comunque al più presto ti rispondo. Devo ammettere che mi sto divertendo molto e che spero che questi scambi mi aiutino a crescere. Anzi...Ci aiutino! ciao

vani

08//2/12/0

Ciao Fernanda vorrei iniziare da qui..La collera che dispendio di energie inutili. Io non sono d'accordo. Non è un dispendio di energie inutili basta solo imparare a convogliarle nella giusta direzione. Pensa a quante opera d'arte sono nate sotto l'effetto di questa emozione, quante belle canzoni, dipinti, poesie e via dicendo! Niente è inutile se gli si trova la giusta collocazione. Che ne pensi? Quando ho scritto che ci sono psichiatri che descrivono molto bene ciò che proviamo e lo fanno sempre in modo molto attento e consapevole tu mi hai risp:"bene, buono per loro". Non capisco la tua risposta. Non sei contenta se ci sono persone in grado di capirci e aiutarci? Non è buono solo per loro ma anche per chi ne ha bisogno. Non è facile trovare persone disposte ad ascoltare con "la pancia" e che cercano di capire come veramente viviamo noi le cose. Scusa se non seguo una linea come te ma salto da un punto all'altro...Quando ho scritto esser border non è ne un vanto ne un demerito ma è solo un modo di essere tu hai risp:"fantastico, quasi una tendenza cool. Ma se ti fa star male come un cane, lo trovi un buon e felice modo di essere Vanessa?" beh comunque sia è il mio modo di essere (che posso modificare grazie alla psicoterapia, hai farmaci e alla voglia).E poi non è che sta male solo chi è border...almeno mi sembra! E poi non trovo giusto che tu riduca tutto il mondo border allo star male come un cane.Ti assicuro che tanto è grande la sofferenza per le emozioni negative tanto

vani

08//2/12/0

è grande la gioa per tutte quelle positive. Quando io sono felice, contenta, innamorata lo sono in un modo esagerato. Forse tutto in modo inconsapevole perchè tutto è sempre in relazione con le emozioni però mentre le vivi sono esplosive, fantastiche, tocchi davvero il cielo con un dito. E' vero che poi ricadi giù e sbatti la faccia ma intanto l'hai toccato e non è una fortuna di tutti poterlo fare. Non è facile vivere senza certezze, sapendo che basta lo sguardo un po accigliato di una persona cara per cadere nelle mille paure abbandoniche o sapendo che quello che provi non è mai un sentimento vero o solo un'emozione del momento che ti sovrasta ma comunque fa parte di me. Potrei andare avanti a scrivere di come è difficile per me vivere ma vorrei sapere solo prima cosa ne pensi. Ti interessa? Altrimenti non perdo tempo. Ciao

fernanda

08//2/12/0

Ciao Vanessa, ho letto velocemente, data l'ora tarda ed il mio allenamento in palestra, sono stanca. Domani rileggo tutto, ma ho già percepito il modo equilibrato di come ti stai ponendo.
Siamo qua per imparare, certamente tutti, l'uno dall'altro.
Ciao.

vani

08//2/12/0

Ok Fernanda aspetto la tua risposta. Anche al commento che ti ho scritto su gli psicologi del niente per favore. grazie ma voglio capire

alice banfi

08//2/12/0

A Fernanda. Ha ragione Nicola, devi imparare a ridere un po' di più, l'ironia mi ha salvato la vita, e non sono l'unica... ora sono stanca anche io, davvero. Ma prova a leggere con altri occhi.. sia me che te, io farò ugualmente. I tuoi primi commenti a Vanesa erano aggressivi, e il mio post era anche un po' buffo, non solo da incazzata. ciao. Alice

fernanda

08//2/17/0

Risposta a Vanessa:

Come promesso e con fatica, dato impegni di vario tipo, ho trovato il tempo.
Tu dici
è grande la gioa per tutte quelle positive. Quando io sono felice, contenta, innamorata lo sono in un modo esagerato. ........perchè tutto è sempre in relazione con le emozioni però mentre le vivi sono esplosive, fantastiche, tocchi davvero il cielo con un dito. E' vero che poi ricadi giù e sbatti la faccia ma intanto l'hai toccato e non è una fortuna di tutti poterlo fare.
R: Vanessa, credimi è come volare credendo di avere le ali. Ricordi il racconto di Icaro, che con le ali di cera volava verso il sole?

Non è facile vivere senza certezze,

R: certezze di cosa, credi forse la gente attorno a te le abbia? Molti faticano a vivere Vanessa, sopportano una dura vita. Gli eroi dei quali parla Caparezza nel suo video.Persone che soffrono in silenzio umiliazioni e dolori, ma che vanno avanti, perchè il senso della vita non è la meta, ma come percorri la tua strada. Puoi anche scegliere sai?


sapendo che basta lo sguardo un po accigliato di una persona cara per cadere nelle mille paure abbandoniche....
R: Cara Vanessa, che importanza ha uno sguardo accigliato se tu basti a te stessa...e confidi nelle tue risorse...

o sapendo che quello che provi non è mai un sentimento vero o solo un'emozione del momento che ti sovrasta ma comunque fa parte di me.
R: nessuno disconosce l'initensità emotiva con la quale una persona con dpb vive.
f

vani

08//2/18/0

Ciao Fernanda scusa ma ora non posso risponderti ma al più presto lo faccio perchè mi sembra proprio che viaggiamo su due binari molto distanti. Ho come la sensazione che tu mi risponda senza rispondere. E in più che tu lo faccia dando delle piccole pillole di saggezza, delle piccole lezioni di vita. Ma in fondo tu della mia vita non sai molto e quindi mi sembrano spesso inopportune. E anche quando parli di sguardo accigliato o di certezze non credo che tu abbia capito molto cosa intendo. Probabilmente non mi sono espressa bene o forse non vivendole tu personalmente sono più difficili da recepire. Spero di essere più esauriente al più presto ciao

alice banfi

08//2/18/0

scusa fernanda ma sono mezza addormentata... solo una cosa.. lascia stare icaro e le leggende.. si parla di vita, emozioni che tu non proverai mai, nel bene e nel male... emozioni travolgenti, non c'è droga, ne altro che può fartele avere... per te sono solo patologiche, per noi sono un modo di sentire e vivere.
Alice.

fernanda

08//2/18/0

Rispondo a Vanessa:
potrebbe essere come tu dici, ma credo che anche su binari diversi si possa comunicare. Anche il web ha dei limiti, e non solo Fernanda.

Rispondo ad Alice:
la leggenda di Icaro è per me straordinaria.
Alice ho pubblicato un post sulla rabbia e la coazione a ripetere. Potresti rivederlo facendoci le aggiunte da te preferite e magari ri-postarlo sul Mondo di Holden?
Con amicizia e cordialità. fernanda zanier

raskolnikov

08//2/18/0

Dice Fernanda: "Potresti rivederlo facendoci le aggiunte da te preferite e magari ri-postarlo sul Mondo di Holden?"

Anche no, eh!

fernanda

08//2/18/0

Nicola,
:-))))))))) .................porta rispetto eh!
Alice. stiamo solo scherzando. Sono un fondo, ma molto in fondo, scavando anche, una buontempona..

raskolnikov

08//2/18/0

Preciso che Alice può scrivere quando vuole e quello che vuole su questo sito (evitando magari di farci andare in galera!), ma ammesso che abbia il tempo di rispondere a Fernanda vorrei pregarla al limite di parcheggiare eventualmente il post negli scaffali 'news' o 'documenti' per dare più risalto alle iniziative della nostra associazione, che saranno magari cazzate ma dietro c'è molto lavoro... vedrò poi se creare uno scaffale apposito per i borderline dove Fernanda, Vanessa e Alice si possano picchiare liberamente! Il tutto detto sempre con la massima ironia...

fernanda

08//2/18/0

Nicola, un'ottima idea, fermo restando di suddividere bene le aree di gioco tra le due fazioni.
Fe

alice banfi

08//2/20/0

Bella idea apriamo uno spazio e lo chiamiamo... "Border Restling!". Mica male eh?!
Sono contenta che riusciamo a comunicare con più leggerezza e prendendoci un pò ingiro... è una boccata daria fresca!
Baci a tutti, Alice.

Maïté

08//2/20/0

Hai proprio ragione Alice, preferisco quei toni
scanzonatori e auto-ironici di questi giorni. Fra te e Nicola mi fate morire dalle risate, siete troppo forti! Mia figlia che passava mentre ti leggevo mi ha chiesto. "Cos'è che ti fa ridere così di buon gusto?" ed io le ho risposto: "sono quei matti dei miei amici! Meno male che ci sono, non mi capita così spesso di ridere!"
Nicola, tieni in mente quel nuovo termine "Border Restling!" per aggiungerlo al tuo bestiario in un nuovo capitolo sulle patologie!...

barbara

14//2/26/1

interessante ....io dal 1991 al 2009 con qualche interruzione,psicoterapia analitica e analisi tre sedute settimanali....la diagnosi non la ritengo oggi importante.ma in tanti anni nessuno l ha mai detta....ho fatto uso anche di stabilizzanti umore,ansiolitici etc..mi mancano gli antipsicoptici....so di quello che dice vanessa..lo conosco molto bene e dati i miei acting etc la diagnosi me la sono fatta...lo so che ho detto che non era importante,ma è anche vero che sentire di "appartenerea qualcosa, di esistere come border...insomma esiste qualcuno simile a te...oggi sono sposata ho una figlia 44 anni e a marzo mi laureo in magistrale psicologia...credo che chi scelga questa professione ...beh...ripeto IO CREDO ..abbia dei nodi da sciogliere..il confine?farsi curare o credere che mettendosi dall altra parte siamo immuni ed abbiamo una risposta a tutto...la pazienza,ne parla correale..io l'ho imparata dal mio cavallo ad esmpio...avrei mille esempi...le regole,si se posso le detto io...perchè?beh se,come mi ha insegnato il mio cavallo difficile(guarda un po il "caso"..)se non mi sai guidare allora faccio io...per quanto riguarda i pz (passatemi il termine,lo sono anche io) essendo anche infermiera psichiatrica ed assistete sociale psichiatrica..beh con loro..è tutto diverso...in questo la penso come winnicott "ringrazio i miei pz per avermi pagato per insegnarmi"...io li ho amati,anche quando ho rischiato l incolumità...ed è vero che sentivo la loro sofferenza,..ma per aiutarli ho dovuto curami molto..se no era solo confusione.ho lavorato con il dott ghirardelli,uno dei fondatori della psichiatria democratica..la sua balorda,mi chiamava..ma la sua umanità vive in me..ora lui è un angelo ed io voglio continuare quello che ha fatto lui..amare ...perchè l'amore cura...le mie esperienze da operatrice indimenticabili..l'umiltà...per me significa cercare una strada per comunicare...io ripeto spesso..non so se mi sono spiegata..vediamolo assieme,...chessò il rischio di capirmi da sola...non è la mia vita in ballo.ho scelto una professione e non mi sarei mai sognata di rispondere cosi' secca a vanessa..che sicurezza passa...ma magari proietto come un cinematografo..io?...ho imparato anche quello...questo è mio,questo è tuo...ma non sempre anzi credo poche volte è necessario dirlo..fa stare bene il mio interlocutore,serve...??se no taccio,e lo uso per me....mi piace questo spazio.senza empatia,ma con simpatia saluto vanessa.con empatia capisco fernanda,barbara..una borderline guarita?..forse...

Lascia un commento

Tutti i campi sono obbligatori. Codice HTML non permesso.