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Buongiorno mi chiamo LSF e sono borderline

26 aprile 2006 alkmaar (de nederlands)
un anno e mezzo di Terapia Dialettico Comportamentale (DBT) per osservare e studiare su me stessa cos'è il Disordine di personalità Borderline(BPD).
Ho pazientemente e meticolosamente, all’olandese,cercato di capirne le perdite di controllo, di identità e di senso che ne costituiscono il nucleo e ne causano la sofferenza.
Ed eccomi ancora qui, più cosciente eppure ancora così fragile!
13 giugno 2009 s.stefano magra (la spezia)
buongiorno mi chiamo LSF e sono borderline da quando mi ricordo.
La prima volta che per me fu usata la parola *caratteriale (arcaico di BPD) fu tra i 13 e i 14 anni quando , senza cause apparenti, ingurgitai una bottiglia di jonnhi walker e tutte le pillole che potei trovare in casa.
Dopo la lavanda gastrica forse qualcuno si chiese cosa mi fosse successo fuorché mia madre che ha sempre sistematicamente rimosso ogni accenno ad una mia eventuale patologia.
Correva l'anno di grazia 1969, l autunno caldo e i figli dei fiori, tra una manifestazione e l altra mi facevo manciate di acidi. Svariati , più o meno goffi tentativi di suicidio, spesso con overdose di ogni droga reperibile. Vita di strada e svariati ricoveri. Nella mia simpatica famiglia, agiata e colta, si continuava a far finta di nulla......E io alzavo il tiro......Ormai le anfetamine erano il mio pane quotidiano, 50 metedrine in vena, due tubetti, per il fisico minuto di una ragazzina pelle e ossa! Amavo il delirio indotto dalle anfetamine e vedevo cospirazioni ovunque. Una notte spaccai la vetrata di una grossa ditta americana di computer, scienza allora agli albori, la Burroughs. Il messaggio ricevuto era di colpirli e smascherarli al più presto, prima che potessero dominare il pensiero umano. Mi sentivo teleguidata.....Cominciai a distruggere macchine,mettendo insieme le prove della loro disgustosa congiura ai danni dell’umanità. Dopo aver seminato il caos nei tre piani di uffici della ditta, stringendo in mano scritti e documenti chiave, stanca per il grosso sforzo e in una specie di trance, sono stata trovato dalla polizia in assetto antisommossa, sorpresa di trovarsi davanti una marmocchia...io felice di vederli e fiera del successo della mia missione....dopo un breve soggiorno in questura fui portata al Paolo Pini l allora ospedale psichiatrico di Milano.Fu durante quel soggiorno che vidi atterrare nel cortile le forze extraterrestri alleate,alla testa una madonna scintillante ed in mano una spada dorata.
Sempre di quel periodo è un altro evento che dovrà cambiarmi la vita,ancora una volta è una droga il tramite: i semi di un fiorellino azzurro, il liseron bleu di Rimbaud, ben noto a Maya ed Aztechi, che contiene LSD naturale oltre a varie altre sostanze poco conosciute. Mio padre era abbonato a una rivista “Atlante” di geografia ed antropologia, su uno di questi giornali lessi il resoconto di una spedizione nella giungla messicana alla ricerca degli sciamani che ancora si tramandano antiche tradizioni. Essi raccontavano l esperienza di questa droga rituale, spiegando anche il procedimento e le dosi da usare....ancora una volta mi sentivo teleguidata. Il seme si trovava allora presso i grandi rivenditori di sementi e a Milano, Ingenioli era il meglio.
Attesi le vacanze ,nella grande casa di campagna avrei avuto le mani più libere. Così una notte che i miei non c'erano, le mie sorelline dormivano la tata pure, mi preparai la mistura, schifosa da ingoiare, ma la mandai giù tutta. Lì per lì non succedeva nulla poi apparve il gatto e dal suo miao mi accorsi che stavo cambiando dimensione. Ero seduta a gambe incrociate sul letto quando sentii mani invisibili afferrarmi e stringermi il collo, li senso di soffocamento era tremendo. Una voce dentro mi disse che resistere era inutile e quindi mi lasciai andare. Il mondo esterno scomparve e mi trovai in un mondo sconosciuto eppure molto familiare dove tutto era tutto: io, come entità separata avevo cessato di esistere. La bellezza, l'armonia e la saggezza di quella sfera era infinita,il senso di meraviglia indicibile. Ad un certo momento appare una voce/pensiero che esprime questo: se prosegui oltre non potrai fare ritorno al mondo da cui provieni.....contemporaneamente una forma di identità personale insieme alla visione fugace del mio corpo privo di vita su un lettino in una stanza del pianeta terra avevo coscienza di poter anche scegliere di tornare. Quando optai per il ritorno la stessa voce/pensiero mi informò che avrei potuto ricontattare la sfera con lo sforzo di una vita ,che avrei dovuto dedicare tutto alla conoscenza infinita che avevo avuto il privilegio di sperimentare. In quel preciso istante gli occhi mi si sono riaperti:ero sul lettino nella stessa posizione della notte e la luce del giorno entrava dalla finestra,io mi sentivo come se mi fossi semplicemente svegliata, nessun postumo, nessuna traccia di una serie di eventi così spettacolari. Ma da allora l'idea di dio cominciò ad ossessionarmi,cominciai a cercare disperatamente in gruppi di cattolici marginali, nel panorama allora fiorente delle sette e dei culti esotici.....poi in india l'india,madre India che ti da tutto dalla morfina all'illuminazione... e tutto con una sovrabbondanza travolgente,la terra più ricca di paradossi,dove l’impossibile è di casa e l’Apocalisse è già arrivata ameno un paio di volte a memoria d uomo. Va beh, questa introduzione dura parecchio, ma dovevo farvi sapere qualcosa dei miei esordi.
A 19 anni, nel 1974, con sulle spalle il suicidio di mio padre e a ruota un overdose di eroina e dopo ben tre viaggi in india nel più puro stile hippie, incontrai il maestro di meditazione e di vita Bhagwan Shree Rajneesh,il chiacchieratissimo guru degli arancioni, del sesso e delle 75 rolls royce, noto oggi con maggior rispetto come Osho. Con lui mi ritrovai ancora una volta nella sfera, nella conoscenza senza oggetto, senza ricorrere a nessuna alterazione ed ebbi la conferma dell’esistenza di quel Dio che poteva placare la mia smania. Ed ecco che capivo cosa cercavo in tutti quegli eccessi, in tutte quelle esperienze di confine … Ma anche lì, come mi aveva già a suo tempo ammonito la sfera, né una droga né un’altra persona potevano darmi ciò che cercavo....la meta continuava ad allontanarsi.....dopo più di sei anni passati all’ombra del maestro,facendo relativamente pochi casini,ero di nuovo a briglia sciolta. Stiamo arrivando per grandi linee a tempi più recenti.
Pace nella mia vita non c’è n’è mai stata:un demone mi si arrovella sempre dentro, un demone che ogni tanto si gonfia a dismisura, e travolgendo le mie fragili difese, stravolge qualsiasi mio tentativo di stabilità, di continuità, di identità. Questo demone ci ho messo 54 anni a identificarlo e a chiamarlo col suo nome: disturbo borderline di personalità. Un’efficiente operatrice sociale incontrata in olanda definisce le vite borderline come sicuramente non noiose.
Secondo le ultime, o penultime scoperte fondamentali in questo campo esiste una specie di termostato psichico che regola l intensità delle emozioni all’interno di una soglia di pericolosità, nelle persone con BPD il termostato non funziona:ogni emozione intensa ed improvvisa si gonfia, esplode ed erutta portando via ogni traccia di volontà e di identità stessa, in negativo per lo più, ma mi è capitato anche che un intensa gioia mi provocasse mi provocasse un impulso suicida.
Ne parlo e ne scrivo ora per capire meglio io stessa il percorso per uscire o almeno per convivere con un fenomeno psichico che mi ha portato a distruggere ciclicamente tutto quello che via via creavo e che mi ha portato ripetutamente al limite della sopravvivenza stessa. Ogni tanto incontro qualcuno come me ma spesso restio a dare di se una definizione arida come è una diagnosi psichiatrica. La psichiatria stessa malvolentieri accoglie questo tipo di pazienti,di per sé sfuggenti ed ostici, difficili da definire e troppo diffusi nelle loro differenti gravità. Io sono stata presa in carico dal servizio sanitario in Italia solo quando mi è stato chiaramente diagnosticato un disturbo bipolare cronicizzatosi con gli anni e con le sregolatezze.
Eppure è il disturbo borderline con le sue tremende asperità che mi ha rovinato la vita più volte e chiunque mi abbia visto in uno dei miei attacchi, quelli in cui perdo il controllo, non mi vuole più vedere acuendo così il dolore con l’isolamento. In tutti i miei travagli ho fatto anche due figli ed è tanto per loro che ho cercato aiuto psicologico e psichiatrico, per coinvolgerli il meno possibile nei miei alti e bassi. Nel mio caso una terapia farmacologica azzeccata mi ha regolato i picchi di esaltazione e le brusche sterzate nella depressione più nera, ma sono ancora soggetta a quelle repentine perdite di controllo in cui non vedo più nulla davanti, un velo è calato sui miei occhi e mi vedo dall’esterno che urlo come un’aquila o mi butto a terra contorcendomi dall’angoscia o divento così manesca che con i miei 40 kg e 149 cm due uomini ben piazzati fanno fatica a tenermi e mi sono vista anche a volte spaccare vetri col braccio e tagliarmi a bella posta senza provare alcun dolore come se fossi diventata un fantoccio, una bambola spaccata, lacerata, devastata.
Ed è questa sensazione che è intollerabile: di vuoto doloroso, di alienazione totale, di essere uscita dal consesso umano, di avere una mostruosa emorragia emotiva e nessuno a soccorrerti, intorno soltanto sguardi di riprovazione.....come sei cattiva....cerca di darti una regolata....porca malvagia.....malvagia cattiva ribelle....devo morire per convincervi che volevo solo essere rassicurata, accolta, curata e invece il risultato puntuale è di essere trattata come un cane rognoso, come un traditore schifoso dei sacri valori che regolano la vita degli umani. Io sono esclusa, scacciata, ripudiata, mi tengo la pancia che scoppia dall’angoscia la gola chiusa l’anima in fiamme. E sono sola....sul confine....aiuto....aiuto....aiuto....ma nessuno mi sente......sono qui....sono qui.....sono qui....ma nessuno mi vede....l’indifferenza mi uccide....ma non gliene frega niente a nessuno. Terrore puro. Il panico scatena la crisi e la crisi scatena il panico, senza via d uscita e,intorno,quegli odiosi sguardi di condiscendenza: dai su smettila,sono solo modi malsani di chiedere attenzione, non farla tanto tragica, vattene o ti gonfio di botte e un giorno una mi ha gonfiato davvero di botte, per fortuna quando sono in quello stato fisicamente non sento più nulla ma l umiliazione mi ha ferito tantissimo, per mesi avrei voluto solo morire da tanto che stavo male e non avevo più voglia di nulla come se dentro mi si fosse spenta la luce. Ricominciare sempre da capo , cambiare cttà, lavoro, amici, fino alla prossima crisi e poi d’accapo.
Le crisi hanno scandito la mia vita, determinando quello zig zag per il mondo, quella ghirlanda di situazioni strambe, di incontri inusuali, di paesaggi esotici che molti mi invidiano: altro paradosso della mia ingombrante personalità. Se qualcuno si riconosce nelle mie peripezie, vi invito a contattarmi sul sito del Mondo di Holden.
LSF

8 commento/i

paola sp

09//2/10/0

ho riletto il tuo articolo, che dirti? in questo momento non trovo le parole, comunque sai già quello che penso di te. le sensazioni sono più importanti delle parole.

surdar

09//2/10/0

"devo morire per convincervi che volevo solo essere rassicurata, accolta, curata?" no.. devi vivere.. e circondarti di chi puo' rassicurarti, accoglierti e prendersi cura di te.. e viceversa.. Much Love § *

lsf a surdar

09//2/13/0

peace and love for all of hus. you are a great friend.

lsf a nicola

09//2/13/0

scusa nicola che fine ha fatto la seconda parte era forse impubblicabile....

raskolnikov

09//2/13/0

No, scusami, ho avuto molte cose da fare, lo metto stasera, ciao

paola

10//2/09/1

Mi manca il fiato, probabilmente mancano anche le parole...è che mi sconvolge, mi sconvolge dover sentire che quel buco nero in mezzo al cuore non sia mai stato riempito, che nessuno abbia mai saputo prendersi cura delle tue ferite, che tu abbia tentato di toglierti la vita, come se avessi scelto un modo e un tempo per vivere che nn fosse consono al pianeta terra. Vorrei che tutti si sdraiassero sul cuore di chi sa farlo battere così forte, ed ascoltare in silenzio ogni sussulto dell'anima, vedere attraverso le mani, sentire con gli occhi, ascoltare con lo stomaco...ti abbraccio... Paola

dana

16//2/05/1

ciao LSF, ho letto la tua pubblicazione, e quando ho visto alkmaar, nederlands mi sono venute le lacrime, io sono una ragazza di 27 anni, e 6 anni fa ero residente in quella città, mi ero sposata un ragazzo li, e dopo 2 settimane ho scoperto delle cose allcinati su di lui, ho fatto l'errore di confrontarlo, stavo per lasciarlo ed è finita che mi hanno rinchiuso in un ospedale psichiatrico a una distanza di 100 km. mi hanno rovinato la vita, avevo quasi 22 anni, non ho mai sofferto di disturbi mentali e comunque per la clinica ha bastato la sua bugia che in italia ero in cura dai psichiatri, quello che mi hanno fatto passare me lo ricordo come oggi. 5 gg in una cella di isolamento, senza cibo e pochissima acqua, invece iniezioni di chi sa che, non mi facevano dormire, la luce di neon bianca sempre accesa, non sapevo più se fuori e giorno o notte, diversi rumori altissimi che mi facevano sentire per tutto il tempo e loro nel fratempo mi sorvegliavano con una telecamera, la storia è lunga e brutta, e non capisco come mai possono fare cose del genere ad una persona, l ultimo racconto ti era successo in olanda? io non ho ancora fatto nessuna denuncia, perche dopo quel sequestro di persona, perche in un altro modo non so come chiamarlo ho perso ben 3 anni della mia vita, trascinata in strutture psichiatriche in italia, per colpa dei psicofarmaci e tutto quello che mi hanno dato avevo ingrassato più del doppio da 48 kg, h 1,58 sono arrivata a 106 kg in meno di un anno. la cosa più brutta fu che ho perso la memoria, non sapevo più come ero arrivata in quel posto, per 2 e mezzo non ricordavo nulla di concretto, sicuramente per i farmaci che stavo prendendo, dopo che il psichiatra ha cominciato a diminuiere i dosagi stavo cominciando a ricordare, ho lasciato stare il marito, ho cominciato subito il divorzio, e ho messo al più possible quello che è successo alle mie spalle, ho preso cura di me, sono tornata più o meno al peso di prima, e ho continuato gli studi in architettura, adesso che mi sono laureata, vorrei trovare qualcuno che mi puo dare una mano verso chi mi posso rivolgere, associazioni che difendono i diritti delle persone nel caso di abusi del genere, voi conoscete qualcuna? Dana

lsf

17//2/14/0

dana desidero contattarti

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