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La trasparenza dell'ASL


Le associazioni di famigliari e utenti che operano nella Provincia della Spezia e che compaiono in calce al presente documento hanno inoltrato l’ennesima formale richiesta di chiarimenti e di informazione alla direzione dell’ASL 5 sulla destinazione della palazzina in via Sarzana ove ha sede il Centro di Salute Mentale Est.



La nostra richiesta non può essere vista come un atto di protesta ma l’esercizio di un fondamentale diritto sancito dalla Costituzione ed espresso felicemente da Piero Calamandrei nella formula “conoscere per deliberare”. Le istituzioni pubbliche hanno il dovere di informare i cittadini e in primo luogo gli utenti dei servizi pubblici sanitari sulle politiche sanitarie, sulle ristrutturazioni dei servizi, sulle strategie in atto.



 



Da mesi richiediamo un incontro con il direttore generale Conzi, alle richieste in prima e seconda istanza dell’AFAP è stato corrisposto un rumoroso e inquietante silenzio, in una riunione successiva e recente il direttore Conti, ci fanno sapere i membri dell’AFAP, ha tenuto a rassicurare circa la sopravvivenza del Servizio di SM presso la palazzina in via Sarzana, rassicurazioni che anche l’Associazione Il Mondo di Holden aveva ricevuto dal direttore del SERT dottor Ricci. Rassicurazioni che evidentemente avevano uno scopo dilazionatorio, anche se in sostanza significa mentire e prendere in giro associazioni che si battono per i diritti degli utenti e dei loro famigliari.



 



Perdura il silenzio, la disinformazione di fronte al crescente disagio degli utenti e dei famigliari del Centro di SM di via Sarzana, una situazione vergognosa che presto porterà gli utenti ad azioni clamorose a sostegno dell’iniziativa di verità sulle manovre in atto.



Le associazioni della SM spezzina sono fermamente contrarie alla dismissione del Centro di via Sarzana che rappresenta un punto di riferimento nel territorio della periferia per una vasta utenza di persone che trovano in quel servizio non solo assistenza medica e infermieristica ma anche e soprattutto un luogo di socializzazione, un luogo di aggregazione e di sperimentazione sociale.



Negli anni si è costituito grazie al lavoro delle associazioni, delle nascenti figure dei facilitatori sociali e degli operatori un piccolo centro dove elaborare e realizzare progetti di reale inclusione sociale, come un orto coltivato da pazienti con prodotti che vengono venduti per ricavare poi denaro utile ad acquistare attrezzi, semenze, e materiale per promuovere altre attività in un processo di germinazione che va seguito con attenzione e cura e che non va interrotto in nessun modo.



 



Noi continueremo a chiedere il dovuto, a chiedere risposte e pubblici e formali pronunciamenti da parte dell’ASL. Vogliamo ricordare al direttore generale che il suo ruolo è pubblico, che la ASL è di tutti i cittadini liguri che pagano ingenti tasse. Si ricordi dottor Conzi che lei deve rendere conto in prima istanza agli utenti della Sanità ligure, non ai politici.



Noi continueremo la nostra lotta (non protesta) finché non otterremo risposte e non saremo ascoltati coinvolgendo i mezzi di informazione televisivi, cartacei e il web.



 



Le associazioni:



AFAP



Il Mondo di Holden



L’Alba di domani



L’Acchiappasogni Onlus


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